

L’ultimo episodio risale alla notte tra il 25 e il 26 settembre, quando ignoti sono entrati nell’edificio di via Basilio Bricci e hanno imbrattato muri e corridoi con scritte neofascisti
Cresce la preoccupazione nel quartiere Monteverde, dove in poche settimane due licei storici della zona — il Caravillani e il Manara — sono diventati teatro di episodi preoccupanti: tensioni con la comunità ebraica, minacce, vandalismi e simboli neofascisti comparsi sui muri delle scuole.
Un clima teso che ha spinto la preside del Caravillani, Gioconda Martucci, a chiedere un presidio fisso delle forze dell’ordine davanti all’istituto, mentre il Municipio XII ha approvato una mozione per verificare eventuali rischi per l’incolumità di studenti e docenti.
L’episodio più recente riguarda il liceo Caravillani di viale di Villa Pamphilj, a due passi dal tempio ebraico Beth Michael, dove nelle ultime settimane si sono registrate tensioni e comportamenti aggressivi.
Secondo quanto ricostruito, si sarebbe arrivati anche a spinte, insulti e a una ciocca di capelli strappata a uno studente.
Un clima che ha portato la dirigente Martucci a chiedere la presenza quotidiana di pattuglie all’ingresso:
“Come preside – ha spiegato – ho il dovere di garantire la sicurezza degli studenti e del personale. La scuola deve essere un luogo sicuro per tutti”.
Un segnale forte che ha fatto scattare anche l’allarme politico: il consiglio del Municipio XII, su proposta di vari gruppi consiliari, ha chiesto al minisindaco Elio Tomassetti di attivarsi con la Prefettura e con le forze dell’ordine per “accertare eventuali rischi concreti per l’incolumità degli studenti e del personale scolastico”.
Non meno grave la situazione al liceo classico Manara, sempre a Monteverde, finito più volte nel mirino.
L’ultimo episodio risale alla notte tra il 25 e il 26 settembre, quando ignoti sono entrati nell’edificio di via Basilio Bricci e hanno imbrattato muri e corridoi con scritte e simboli neofascisti. Il preside ha sporto denuncia e la polizia ha eseguito un sopralluogo.
Ma non è la prima volta. A febbraio, la scuola era stata bloccata da un blitz vandalico: cancelli sigillati con schiuma epossidica, stelle di David disegnate sui muri e uno striscione che accusava il collettivo studentesco “Manariota” di aver reso la scuola “judenfrei” (libera dagli ebrei).
Un gesto che aveva suscitato sdegno e condanne bipartisan.
Il clima teso non si ferma ai cancelli delle scuole. A settembre, nel giardino dedicato a Margherita Muzzone, in via Fratelli Bandiera, è comparsa una scritta in grandi caratteri: “Il parchetto è fascista”, accompagnata da svastiche e croci celtiche.
Un nuovo segnale d’allarme in un quartiere che da mesi fa i conti con episodi di intolleranza e provocazioni.
A reagire è stata anche l’assemblea Monteverde antifascista, che già a marzo aveva organizzato un corteo contro “l’escalation di attacchi fascisti e sionisti nel quartiere”.
In un comunicato diffuso dopo gli ultimi episodi, gli attivisti scrivono:
“Chiediamo a tutta la comunità di Monteverde di alzare la voce e di condannare con forza questi atti squadristi e intimidatori. L’abbiamo già fatto e continueremo a farlo: Monteverde è, e sarà sempre, antifascista”.
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