

Il comunicato stampa della Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità di Fratelli d’Italia Roma
“Il rispetto della libertà religiosa non può mai significare rinunciare ai principi della nostra Costituzione, alle nostre tradizioni e alle regole che valgono per tutti”. Sul tema interviene Lorena Vinzi, Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità di Fratelli d’Italia Roma, dopo l’approvazione in Municipio V della mozione contro l’“islamofobia e il razzismo antimusulmano”.
“Nel Municipio V la maggioranza, con il sostegno di Italia Viva e M5S, ha approvato una mozione sull’islamofobia contro la quale Fratelli d’Italia ha espresso il proprio fermo voto contrario.
Il gruppo di FDI si è espresso con un odg ritenendo che un’istituzione municipale debba prestare attenzione a non trasformare il contrasto alle discriminazioni in un’apertura, anche sul piano politico e culturale, verso modelli che possano entrare in conflitto con i principi fondamentali del nostro ordinamento, con la libertà individuale, con la parità tra uomo e donna e con i diritti fondamentali della persona.
La nostra opposizione non è rivolta contro una religione, ma contro qualsiasi concezione che pretenda di porre norme religiose, consuetudini o tradizioni al di sopra della Costituzione e delle leggi dello Stato.
“Il Dipartimento Pari Opportunità di Fratelli d’Italia, a Roma e a livello nazionale, non è e non sarà mai contro le religioni. Al contrario, riteniamo che la libertà religiosa sia un principio fondamentale della nostra società e che proprio la scuola dovrebbe essere il luogo nel quale conoscere, senza pregiudizi, le diverse religioni e culture del mondo.
Per questo – prosegue Vinzi – sorprende e lascia amareggiati la scelta della maggioranza del Municipio V di concentrare il proprio lavoro sull’approvazione di un atto di questo tipo. Nessuno nega che qualsiasi forma di discriminazione debba essere contrastata. Ma la domanda che poniamo è un’altra: era davvero questa la priorità del Municipio V?”
“Nel nostro territorio – continua Vinzi – non vediamo una comunità musulmana isolata o esclusa dalla vita sociale. Al contrario, vediamo quotidianamente bambini e famiglie di diverse provenienze frequentare le stesse scuole, partecipare alle attività, giocare insieme e condividere momenti della vita quotidiana. È questa la realtà della nostra città: una convivenza che, nella stragrande maggioranza dei casi, avviene nella normalità.
Ed è proprio per questo che ci chiediamo quale sia la necessità di presentare un atto di questo tipo in sede municipale. Non vorremmo che, ancora una volta, si utilizzasse un tema delicato per costruire una contrapposizione politica: da una parte chi viene rappresentato come difensore di una comunità, dall’altra chi viene implicitamente dipinto come suo avversario. Non è questo il modo di costruire integrazione e non si crea una società più coesa mettendo continuamente le persone una contro l’altra.”
“Fratelli d’Italia – precisa Vinzi – non ha nulla contro la fede islamica, così come non ha nulla contro nessun’altra religione. Tutte le confessioni devono essere rispettate e devono poter essere professate liberamente, nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato.
Riteniamo anzi che conoscere le religioni, la loro storia e la loro cultura sia importante proprio per comprendere il mondo e combattere realmente i pregiudizi. Sarebbe auspicabile che nelle scuole si studiasse la storia delle diverse religioni con serietà, equilibrio e senza pregiudizi.”
“Ma libertà religiosa – prosegue Vinzi – non significa rinunciare alla nostra identità né alle regole che valgono per tutti. Le tradizioni italiane, comprese quelle legate al Natale, fanno parte della nostra storia e della nostra cultura e non devono essere percepite come qualcosa da nascondere o ridimensionare per paura di offendere qualcuno.
Vinzi, sostiene quanto espresso nell’odg del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, ribadisce inoltre che il rispetto della libertà religiosa non può significare rinunciare ai controlli che le istituzioni sono chiamate a svolgere. “Non può essere considerata discriminazione religiosa l’attività di controllo sulla regolarità urbanistica, edilizia e amministrativa dei luoghi di culto o sul rispetto delle condizioni di sicurezza. Verificare che le regole siano rispettate non significa discriminare una confessione religiosa, ma esercitare una precisa responsabilità istituzionale”.
Condivide la posizione dell’atto presentato da Fratelli d’Italia nel quale si ribadisce che “la libertà religiosa non può trasformarsi in una progressiva accettazione istituzionale di modelli culturali o religiosi incompatibili con i principi fondamentali dell’ordinamento italiano” e che nessuna norma religiosa, consuetudine culturale o tradizione può prevalere sulla Costituzione, sulle leggi dello Stato e sui diritti fondamentali della persona.
“Per noi – continua Vinzi – la vera sfida delle pari opportunità è garantire gli stessi diritti a tutti, senza eccezioni e senza creare categorie privilegiate. Le pari opportunità non possono essere a geometria variabile: devono valere per tutti, senza distinzioni di sesso, religione, cultura o provenienza.
Questo vale anche per le donne musulmane. I loro diritti, la loro libertà, la loro dignità e la loro autodeterminazione devono essere esattamente gli stessi riconosciuti a ogni donna che vive nel nostro Paese. Nessuna appartenenza religiosa o culturale può diventare il presupposto per limitare diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.
È questo il principio di reciprocità nel quale crediamo: rispetto delle diverse fedi e delle diverse culture, ma all’interno della cornice comune della Costituzione, delle leggi italiane, della libertà individuale, della parità tra uomo e donna e della dignità di ogni persona.
Le pari opportunità devono essere per tutti, non per pochi. La tutela dei diritti non può diventare selettiva e non può dipendere dalla religione, dalla cultura o dalla provenienza di una persona. Se crediamo davvero nell’uguaglianza, dobbiamo applicarla senza eccezioni”.
Nel corso della seduta del Consiglio Daniele Rinaldi, consigliere di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Trasparenza del Municipio V, e Walter Pacifici, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Municipio V, hanno ribadito la necessità che il principio di uguaglianza sia realmente universale.
Nel loro intervento è stata sottolineata anche l’esigenza di contrastare ogni forma di matrimonio forzato e qualsiasi pressione finalizzata a imporre a una donna o a una ragazza una scelta matrimoniale non liberamente determinata, così come la necessità di garantire il medesimo trattamento a tutte le confessioni religiose.
È stata inoltre evidenziata l’importanza di promuovere nelle scuole e nei luoghi di aggregazione una cultura fondata sulla conoscenza dei principi costituzionali, sulla parità tra uomo e donna, sulla libertà individuale e sul rispetto della dignità di ogni persona.
“Non credo che alimentare contrapposizioni o moltiplicare atti simbolici possa favorire una vera integrazione. Al contrario, rischia soltanto di creare divisioni e disappunto tra i cittadini.
La nostra non è una battaglia contro una religione o contro una comunità. È una richiesta di buon senso istituzionale: stessi diritti, stessi doveri, rispetto reciproco e regole uguali per tutti.
Se vogliamo davvero costruire una comunità inclusiva, dobbiamo smettere di cercare ciò che divide e lavorare su ciò che può unire: il rispetto della persona, delle libertà individuali, della nostra Costituzione e delle regole comuni”.
Lo dichiara Lorena Vinzi, Responsabile del Dipartimento Pari Opportunità di Fratelli d’Italia Roma.
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