Municipio I, approvata mozione per la salvaguardia dell’artigianato e del commerciale

Mariagaia Metrangolo - 4 Febbraio 2015

È stata approvata oggi 3 febbraio dal Municipio I all’unanimità la mozione, a firma di Nathalie Naim (LCM), Mauro Cioffari (SEL) e Stefano Marin (LCM), per la tutela dei Rioni patrimonio Unesco, vittime del processo di trasformazione del tessuto commerciale che rischia di danneggiarli irreparabilmente.

Si tratta nello specifico della “richiesta di modifica delle delibere vigenti, la n. 36 del 2006 e la n. 86 del 2009” come dichiarano gli stessi Naim, Cioffari e Marin, allo scopo di “inibire, negli ambiti tutelati, il proliferare delle attività commerciali che li stanno snaturando e invadendo: vicinato alimentare, laboratori alimentari e somministrazione nelle gallerie d’arte, nelle librerie, nei circoli”.

“Queste”, ricordano Naim, Cioffari e Marin, “sono le formule utilizzate per aprire ogni giorno, nelle vie di pregio, nuovi locali e minimarket che vendono alcolici eludendo, in modo legale, secondo le delibere vigenti, la normativa che vieta in questi ambiti, considerati saturi, l’apertura di attività di somministrazione di cibi e bevande”. Attività commerciali, queste, che soppiantano locali artigiani, ‘botteghe storiche e negozi che da sempre caratterizzano il territorio, portandoli alla sparizione.’

“Ad aggravare la situazione e rendere ancora più urgente il nostro appello”, concludono Naim, Cioffari e Marin, “il nuovo Testo Unico sull’Artigianato che la Regione Lazio sta approvando in questi giorni che prevede di introdurre la possibilità per laboratori artigianali alimentari (kebab, friggitoria, rosticceria, porchetteria, pizza al taglio, gastronomia calda e fredda ecc.) di effettuare la somministrazione non assistita, ossia il consumo sul posto anche con la disposizione di arredi a tal fine, assottigliando la differenza con le vere attività di ristorazione.” Norma, quest’ultima, che contribuirebbe pesantemente a devastare il centro storico, già spogliato della sua natura, data la semplicità con cui i laboratori artigianali alimentari possono essere abilitati all’attività e aperti al pubblico.


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