Municipio V: senza esclusioni di colpi

Prosegue senza fine la battaglia tra commissioni speciali e commissioni ordinarie
di Alessandro Moriconi - 14 Gennaio 2015

Una battaglia, quella sulle Commissioni iniziata fin dall’inizio della Consiliatura nel V municipio, quando dal cilindro e da probabili accordi sottobanco uscirono due presidenze non previste da accordi tutti interni alla maggioranza che sostiene la Giunta Palmieri.
Una delle presidenze ando’ nientemeno che al consigliere, allora in quota Berlusconi, Walter Pacifici, che la soffiò al veterano Alfredo Fabbroni, l’altra, che non fece meno male al Pd, fu quella a Maria Pia Federici che beffò nel segreto dell’urna il candidato ufficiale Salvatore Salmeri. A dire il vero ci fu anche la beffa perpetrata da Angelo Callocchia del Pd alla commissione Urbanistica che era previsto andasse a Sandro Santilli di Sel, assente per ferie il giorno delle elezioni.

Consiglio Ex VII MunicipioE’ seguito un anno e mezzo di screzi con le due consigliere del Pd rifiutate politicamente dal resto del gruppo, fino ad un tentativo maldestro di bloccare l’attività della Commissione Politiche Sociali, cercando di far mancare il numero legale o portando in aula atti, bypassondone la discussione attraverso la presentazione in aula di mozioni o risoluzioni a firma di consiglieri del Pd e saltuariamente anche di qualche altro rappresentante di partiti che sostengono la maggioranza.

Il tutto procede senza infamia e senza lode fino a quando la maggioranza per accaparrarsi le grazie dell’avversario di Palmieri alle elezioni amministrative del 2013, l’ex marchiniano Massimo Piccardi, si inventa, all’indomani dello scioglimento di quella sempre Speciale “Accorpamento e Regolamento” un’altra Speciale denominata “Commissione Speciale Territoriale”.

Il 15 settembre i pentastellati pongono al Segretario Generale di Roma Capitale dott. L. Iudicello una serie di quesiti, e tra questi: il numero dei componenti (ben 12), l’aumento dei costi e il fatto che la Commissione si occupa pratiìcamente di tutto, entrando di fatto in contrasto con l’operato delle Commissioni ordinarie.

Il 30 settembre il Segretario Generale risponde ai quesiti posti e di fatto riconosce come giusti i rilievi dei rappresentanti dei 5Stelle, G. Boccuzzi ed E. Guadagno. Ovviamente non spetta al Segretario Generale modificare una delibera approvata dal Consiglio Municipale, un compito questo che spetta al Consiglio che deve essere invitato a farlo da parte del Direttore del Municipio a cui il Segretario Generale ha inviato per conoscenza la giusta interpretazione ai regolamenti vigenti che regolano l’istituto delle Commissioni siano esse ordinarie che Speciali. Ma nulla accade fino a martedi 13 gennaio, giorno in cui, dopo un lavoro durato settimane, viene portato in Consiglio (alla presenza di tutti i consiglieri e del presidente Palmieri) la delibera per la riformulazione delle Commissioni Ordinarie.

La seduta si è aperta dopo la lettura della proposta di deliberazione da parte del presidente del Consiglio Antonio Pietrosanti con due pregiudiziali a firma dei consiglieri M.P Federici e M. Marchionni del Pd e di L. Arioli della lista civica per Alemanno. Pregiudiziali sui tempi inerenti la convocazione ed in particolare l’aver disatteso le disposizione di cui all’44 del Reg.to Municipale.
Le pregiudiziali vengono respinte con 16 voti, tra cui il pres. Palmieri, l’astensione di parte delle opposizioni e il solo voto favorevole dei proponenti.

La maggioranza dopo aver stretto un evidente accordo con parte dell’opposizione (tutti astenuti meno L. Arioli che ha votato contro) ha così predisposto commissioni formate da ben 9 membri, e questo in netto contrasto con il Tuel e con lo Statuto Roma Capitale di cui alla delibera n. 8 del 7 marzo 2013 che all’art. 22 stabilisce il numero dei consiglieri che devono farne parte.

Ne segue un dibattito aspro.
Ecco una sintesi di alcuni interventi:

Luca Arioli

Luca Arioli

Arioli – ha contestato duramente l’aumento dei componenti delle commissioni da 8 a 9 in quanto va in direzione opposta alla Spending Review sui costi della politica tanto cara al Presidente del Consiglio Renzi.
Ha contestato il fatto di essere stato inserito in commissione Bilancio dove non vuole andare e voterà contro in quanto con la proposta della maggioranza ci sarà un inevitabile aumento dei costi.

Giovanni Boccuzzi

Giovanni Boccuzzi

Boccuzzi del M5S ha contestato i costi dell’operazione in un momento tra l’altro difficile per la popolazione Italiana.
Ha ricordato i quesiti fatti dal suo gruppo al Segretario Generale e di cui ad oltre tre mesi di distanza dalla comunicazione di questi anche al Presidente del Municipio, del Consiglio e del Direttore dello stesso, ancora non si è dato neppure un cenno di riscontro.

Maria Marchionni

Maria Marchionni

Marchionni del Pd ha ricordato che la delibera in discussione non contiene tutti i riferimenti tecnici amministrativi di cui all’art. 75 del regolamento Municipale.

Claudio Giuliani

Claudio Giuliani

Giuliani di Forza Italia ha ricordato come l’aumeno dei costi sia un falso problema in quanto comunque non si potranno mai i 951 € lordi mensili costituiti dai gettoni di presenza sia alle commissioni consiliari che alle sedute di consiglio, ci si dovrebbe chiedere, come il Centro Dx abbia preso la Comm.ne Commercio e quella Sociale andata ad un soggetto diverso da quello indicato nel Pd.

Daniele Rinaldi

Daniele Rinaldi

Rinaldi dei Fd’I ha dichiarato di trovarsi in un contesto dovuto unicamente a beghe tutte interne al Pd e rispedisce ai mittenti l’atto deliberativo di rimodulazione delle commissioni con un convinto voto di astensione.

Maria Pia Federici

Maria Pia Federici

Federici del Pd fa presente che per ottenere trasparenza e legalità ha presentato al riguardo esposti sia al Segretario Generale che alla Procura della Corte dei Conti, che sulla delbera in discussione non esiste il parere della Ragioneria Generale e ricorda che l’aumento dei costi non è determinato unicamente dai gettoni di presenza che come tutti sanno sono contingentati e inoltre fatto per niente secondario, che dall’interno del gruppo nessuno l’ha interpellata e coinvolta sulle modifiche da apportare.

Walter Pacifici

Walter Pacifici

Pacifici del NCD ha innanzitutto fatto presente alla presidenza che l’ordine dei lavori andava invertito e vista la presenza di decine di residenti di Tor Sapienza intervenuti per assistere al consiglio che oltre alla rimodulazione delle commissioni ha all’Odg una Risoluzione presentata dalla maggioranza per sensibilizzare la Giunta Comunale e il Sindaco Marino affinché gli impegni assunti con i residenti dopo i noti fatti accaduti in via G. Morandi, consa non avvenuta e che ha costretto i cittadini ad assistere ad un dibattito che sicuramente alimenterà la diffidenza del cittadino nei confronti della politica… sulle commisioni poi, diciamola tutta, ha detto Pacifici, il Pd non è riuscito in questo primo anno e mezzo di consiliatura a ripianare le sue divergenze interne e prova a riformare le commissioni in maniera tale ” da eliminare le anomalie createsi ” con la nomina di presidenti non frutto delle imposizioni. Personalmente, credo che come presidente ” anomalo ” della Commissione Commercio ho fatto un buon lavoro, riconosciutomi pubblicamente dall’Ass.re Marinucci in una sua recente intervista sul giornale ViaVai.

La delibera, nonostante siano stati menzionati richieste di chiarimenti al Segretario Generale ed esposti alla Procura della Corte dei Conti e cosa ancora più grave non aver portato in aula la risposta già fornita dallo stesso Segretario Generale il 30 sett. 2014 in merito ai quesiti posti dal M5S è approvata e con un tocco di ” arroganza politica in più ” ne è stata anche chiesta l’Immediata esecutività.

Ma non c’è nulla da fare. La maggioranza è decisa ad approvare la delibera e non c’è minaccia di esposti e denunce che tenga. Si vota, e la delibera incassa i voti della maggioranza a cui si è aggiunto Piccardi. Per l’opposizione il solo voto contrario è arrivato da Arioli mentre si astengono gli altri.

Al fine di far comprendere ai lettori le ragioni di chi incurante di diffide e denunce va avanti in una sorta di una santa crociata contro chi si oppone alla omologazione generale pubblichiamo qui di seguito l’art. 22 della delibera n. 8 del 7 marzo 2013 dello Statuto Roma Capitale in cui si stabilisce il numero dei consiglieri indicati per il funzionamento delle Commissioni Permanenti o Speciali che siano.

Articolo 22.
Commissioni Capitoline
1. Il Regolamento dell’Assemblea Capitolina determina le competenze delle Commissioni Capitoline Permanenti – costituite nel suo seno, con esclusione del Sindaco, in numero non superiore a un quarto di quello dei Consiglieri assegnati all’Assemblea – per l’esercizio di funzioni istruttorie, referenti, redigenti e di controllo. Il Regolamento determina altresì il numero e le modalità per l’istituzione di Commissioni Capitoline Speciali e il termine, di durata non coincidente con quella dell’intero mandato del Sindaco, entro il quale devono improrogabilmente concludere, nel corso di tale mandato, i propri lavori.
2. Le Commissioni Capitoline sono dotate di sede e di specifico staff di supporto tecnico e sono composte in modo da rispecchiare, di norma, la proporzione dei Gruppi Capitolini. La presidenza delle Commissioni Capitoline aventi funzioni di controllo o di garanzia è attribuita alle Opposizioni, secondo i criteri stabiliti dal Regolamento dell’Assemblea Capitolina.
3. Le Commissioni dell’Assemblea Capitolina, Permanenti o Speciali, possono svolgere indagini conoscitive su questioni di propria competenza e disporre l’audizione di dirigenti di Roma Capitale e dei suoi Municipi nonché di responsabili delle società partecipate e dei gestori di servizi pubblici; possono sentire, altresì, rappresentanti di organizzazioni, associazioni ed enti, nonché acquisire pareri od osservazioni di esperti, di cittadini e di formazioni sociali.


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