

Fatti e misfatti di marzo 2013 di Mario Relandini
No, tu no
“L’Ufficio-stampa del Vaticano – ha “twittato” Gianluigi Nuzzi, l’autore di quel libro “Le carte segrete di Benedetto XVI” con il quale ha rivelato lo “scandalo Vatileaks” – non mi ha concesso l’accredito per seguire il Conclave”.
Il diniego alla concessione è avvenuto per prudenza oppure per vendetta? Sicuramente no per rispetto della libertà di stampa.
Affari di Chiesa
“Il prestigioso palazzo al civico 2 di via Carducci a Roma – si è scoperto – acquistato per nove milioni da una società immobiliare di Busto Arsizio, è stato rivenduto per venti milioni alla “Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli” (cioè “Propaganda fide”, cioè Vaticano)”.
Questa operazione – molto caldeggiata dal segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone – non si caratterizza, tuttavia, soltanto per questa velocissima plusvalenza immobiliare incredibile e avvolta di mistero. Si caratterizza, anche, per un fatto che avrebbe dovuto perlomeno imbarazzare i religiosi nuovi proprietari: il fatto, cioè, che il palazzo da loro acquistato, al civico 2 di via Carducci a Roma, ospita la più grande sauna gay d’Italia. Il tutto, comunque, senza alcun vantaggio per le casse dello Stato italiano in quanto all’immobile – riconosciuta l’extraterritorialità, l’intangibilità e la totale esenzione fiscale grazie ai Patti lateranensi – non potrà essere chiesto neppure un euro di tasse di imposte. Amen.
I “dodgers” della signora Merkel
“Un lavoratore su cinque – secondo le ricerche dell’ “Istituto YouGov” pubblicate sul quotidiano “Bild” – avrebbe finto di essere malato, nel 2012, per non recarsi al lavaoro”.
Ma in Italia? Come media europea? No: in Germania. Allora, però, certe autorità tedesche – a cominciare dalla Cancelliera signora Merkel – dovrebbero smettere, a questo punto, di riempirsi la bocca di una superiorità, anche etica, del loro popolo: pure i loro lavoratori – cifre alla mano dell’ “Istituto YouGov” – sono infatti degli illegali paraventi. Ben uno su cinque, insomma, è un “illegal dodger”.
All’Inferno la lingua italiana
“Per le lauree magistrali e i corsi di dottorato – ha deciso il rettore del Politecnico di Milano, Giovanni Azzone – sarà obbligatoria, dal prossimo anno, la lingua inglese”.
Accanto, almeno, alla traduzione in italiano? No: solo la lingua inglese. Ma perché? Quale “contributo – la motivazione – alla crescita del Paese”. Ma davvero – come si sono contrariati i maggiori italianisti – la crescita di un Paese dovrebbe avere come presupposto la decrescita, addirittura la morte progressiva, della lingua madre? E pensare che, neppure troppi giorni fa, la famosa e prestigiosa “Società umanitaria” ha organizzato un convegno, su “Lingua, cultura e identità”, proprio per cercare di fermare questa deriva angloide considerata, fra l’altro, anche abbastanza provinciale.
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