

I sostenitori della laicità dello Stato e dell’autodeterminazione
Contro le ingerenze della Chiesa cattolica nella sfera pubblica, il movimento Facciamo Breccia ha indetto la manifestazione “No Vat: più autodeterminazione, meno Vaticano” a Roma sabato 11 febbraio in occasione dell’ anniversario dei Patti Lateranensi.
Il corteo è partito nel primo pomeriggio dalla Piazza Bocca Della Verità e ha attraversato il centro fino a Campo dei Fiori, dove hanno avuto luogo i discorsi conclusivi. Anche a Pisa Bologna e Torino sono stati organizzati presidi, serate e manifestazioni in vista di quella nazionale di sabato per i diritti riproduttivi delle donne (legge 194, legge 40), i diritti di gay, lesbiche, trans e contro ogni discriminazione, per un’istruzione pubblica e laica, contro i privilegi economici del Vaticano e per la cancellazione del Concordato.
Facciamo Breccia è un movimento spontaneo di cittadini e cittadine, gruppi, associazioni che riaffermano una cultura laica e si contrappongono all’invadenza vaticana sui corpi e sulle scelte di vita, per riaffermare l’autodeterminazione di ogni soggetto e promuovere una cultura di riconoscimento delle diversità. Questo movimento parte dalla constatazione che l’etica religiosa, e in particolare quella elaborata dalla Chiesa cattolica, sia dichiarata, o tacitamente accettata, come l’unico "sistema di valori" legittimo, mentre tutti gli altri sono descritti o come totalmente estranei all’orizzonte etico, oppure come portatori di "valori" negativi.
Quello che si intende fare è contrastare i crescenti privilegi del Vaticano (esenzione ICI, 8×1000, canali privilegiati per gli insegnanti di religione, ecc.), favoriti dal regime concordatario, nonché l’ingerenza della chiesa nella sfera pubblica e nelle questioni che riguardano i desideri e le scelte dei soggetti.
Le attuali invettive papali si scagliano contro chiunque non intenda adeguarsi al modello eteronormativo-riproduttivo dominante. La volontà di ricondurre a modelli di vita omologanti chiunque in questi anni abbia praticato l’autodeterminazione tanto nella sessualità quanto nelle scelte e negli stili di vita: donne, lesbiche, gay, trans.
In termini politici, autodeterminazione significa che un soggetto (individuale o collettivo) decide autonomamente di se stesso. In termini etici si potrebbe riassumere questo concetto nel principio che "l’ultima parola su di me spetta, in ultima istanza, a me stesso". Ma a differenza del concetto di autonomia, quello di autodeterminazione, proprio per il suo carattere "limitativo", chiama direttamente in causa la condizione essenziale per la vita del soggetto, ovvero un contesto sociale entro cui esso possa vivere. In questo senso potremmo parlare di autodeterminazione nel riconoscimento, perché tale diritto all’ultima parola su di sé, purtroppo può essere anche misconosciuto.
Una risposta efficace, laica e autodeterminata, non deve provenire solo dal femminismo, né soltanto dal movimento lesbico-gay-trans, ma da tutte le realtà che credono nella necessità dell’esistenza di uno stato realmente laico.
Per ogni ulteriore informazione è possibile consultare il sito: www.facciamobreccia.org
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