

I comitati contrari al provvedimento tornano all’attacco e danno appuntamento a tutti i cittadini sabato 11 ottobre, alle 15, in piazza del Campidoglio
La protesta contro la Ztl della Fascia Verde non si ferma, anzi rilancia. I comitati contrari al provvedimento tornano all’attacco e danno appuntamento a tutti i cittadini sabato 11 ottobre, alle 15, in piazza del Campidoglio.
“Scendete dal palazzo e venite a confrontarvi con noi”, scrivono al sindaco Roberto Gualtieri e agli assessori Eugenio Patanè (Mobilità) e Sabrina Alfonsi (Ambiente). Una sfida aperta, nero su bianco, pubblicata sul gruppo Facebook “Fermiamo la Ztl in Fascia Verde”.
Per i promotori, la misura non è una svolta ecologica ma un vero e proprio incubo urbano. Numeri alla mano, denunciano che oltre 800mila romani rischiano di rimanere bloccati: niente più accesso con i veicoli più inquinanti, parcheggi eliminati, strade trasformate in zone 30 e tariffe sempre più salate. “Roma – accusano – diventerà una trappola di multe”.
E non basta. Nel mirino finiscono anche le ciclabili in costruzione nei quartieri Parioli, Flaminio ed Eur, considerate l’ennesima barriera per automobilisti già esasperati.
Ma il capitolo più esplosivo resta quello delle telecamere: “Sono già accese – sostengono i comitati – e sono 15mila. Così il Comune raccoglie dati sensibili sui nostri spostamenti senza dire a chi li darà”.
Dietro la protesta, c’è un attacco frontale al modello di “città a 15 minuti” voluto dall’amministrazione Gualtieri.
Per i manifestanti non è un progetto di modernità, ma una gabbia fatta di divieti e controlli. “Non è mobilità sostenibile – affermano – ma limitazione della libertà individuale”.
L’11 ottobre, dunque, piazza del Campidoglio diventerà il palcoscenico di questa sfida. Una battaglia che non riguarda solo i varchi elettronici, ma il futuro stesso della mobilità romana.
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Basta auto diesel nella città, occorre estendere il blocco anche in periferia, sono motori inquinanti e velenosi.
Penso che si voglia paragonare questa città alle altre metropoli europee e città italiane.
Vogliamo dotarla di piste ciclabili per renderla ” green” che fa tanto figo… quando si dimentica che in questa città esistono colli, collinette, sampietrini, buche e quant’altro; che i ciclisti ” della domenica” preferiscono scorrazzare nei fine settimana e per lo più in gruppo ostacolando il normale traffico perché non hanno né la necessita di spostarsi in bici preferendo l’auto o lo scooter.
Perché i mezzi pubblici sono scomodi, sempre fuori orario specialmente nelle periferie quando queste ultime dovrebbero godere di benefici in più. Non c’é la cultura della città green perché non si fa nulla per insegnarla anzi, diciamo che dalle automobili o meglio, dagli automobilisti, la città attinge buona parte del capitale per il proprio bilancio
Un altro pesce ha abboccato all’amo di Gualtieri il chitarrista