

Le norme attuative per Roma Capitale del Piano Casa della Regione sono state approvate il 30 gennaio 2012 dal Consiglio con 35 voti favorevoli.
Il Piano è stato illustrato alla stampa il 1° febbraio dal sindaco Gianni Alemanno insieme all’assessore all’Urbanistica Marco Corsini, al presidente Commissione Urbanistica Marco Di Cosimo e all’assessore Urbanistica della Regione Luciano Ciocchetti.
I punti principali della delibera sono:
– il contributo straordinario dovuto dai costruttori per il cambio di destinazione d’uso delle aree, che sarà utilizzato dall’amministrazione per interventi nelle periferie;
– l’incentivo, nella misura del 30% di sconto sugli oneri accessori, per l’ampliamento della prima casa;
– la riserva del 30% della superficie utile lorda delle aree libere non residenziali all’edilizia sociale a canone calmierato, e la restante parte all’housing sociale in edilizia residenziale convenzionata;
– la tutela dei negozi di vicinato nei quartieri: nelle nuove realizzazioni è previsto che almeno il 5% sia riservato al non residenziale;
– la tutela del Centro Storico e degli edifici di pregio della città, dove non si applica il Piano Casa.
Il Piano casa della Regione Lazio verrà applicato nei piani attuativi definiti A.P.P.D. (ambiti a pianificazione particolareggiata definitiva) del PRG vigente; nei piani attuativi approvati successivamente al PRG del 2008; negli ambiti ripianificati in città consolidata.
Restano fuori dal piano regionale le centralità urbane e metropolitane ancora da pianificare e gli ambiti di riserva a trasformabilità vincolata e, inoltre, le aree adibite a: servizi pubblici di livello urbano; verde pubblico e servizi pubblici di livello locale; infrastrutture tecnologiche e per la mobilità; nodi di scambio; aree aeroportuali; piattaforme logistiche; impianti e attrezzature per la gestione del ciclo dei rifiuti.
Sarà più facile demolire e costruire, mentre finora – ha spiegato Alemanno – "si costruiva solo occupando nuovi terreni, cambiando la destinazione d’uso da agricolo a residenziale. Adesso, invece, per gli stabili in disuso, sarà possibile abbattere e ricostruire, senza occupare nuove aree".
"Il piano – ha affermato l’assessore all’Urbanistica della Regione Luciano Ciocchetti – rappresenta un volano per l’economia e, secondo il Cresme, porterà investimenti per 2 miliardi di euro. E’ una risposta concreta all’emergenza abitativa, con la previsione di 4.200 alloggi di edilizia popolare. Sarà anche possibile ricostruire i ponti abbattuti del Laurentino 38."
"La delibera – prosegue Alemanno – consentirà di procedere alla riqualificazione per Tor Bella Monaca, con l’abbattimento delle torri. A marzo, inoltre, Comune e Regione daranno vita a una conferenza sull’Urbanistica, sui grandi progetti sul territorio".
Per quanto riguarda i proprietari di prima casa – ha dichiaratp il presidente della commissione Urbanistica, Marco Di Cosimo – beneficeranno di uno sconto del 30% sugli oneri concessori, come incentivo, per l’ampliamento della propria abitazione». Le domande di ampliamento già pervenute, nel Lazio, sono 1.500 e saliranno a 15 mila entro settembre, ad un anno dall’avvio del piano regionale.
Dure critiche al Piano Casa e alla delibera attuativa provengono invece dall’opposizione. In particolare Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, ha dichiarato in un comunicato: "Alemanno sa, ma finta di non saperlo che il Piano Casa della Polverini sarà nullo, perché il Governo Berlusconi nei mesi scorsi ha chiesto l’incostituzionalità dell’intero articolo due, quello del campo d’applicazione, che farà decadere l’intero piano che non sarà applicabile in nessuna zona del Lazio. Per questa ragione la Delibera che recepisce il Piano Casa regionale sarà a sua volta nulla, ma nonostante ciò Il Sindaco ha voluto che fosse varata, probabilmente nel tentativo di fare una promessa ai costruttori che proprio nella zona di Roma hanno i maggiori interessi. Ricordo, infine, che il Piano Casa Regionale era stato ‘contestato’ già prima dell’approvazione sia dall’allora Ministro dei Beni Culturali Galan – sui porti in aree non edificabili e sul Terminillo – e dall’ex Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo – sulle Aree Protette – entrambi in quota Pdl e che di sicuro non possono essere iscritti tra gli ambientalisti".
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