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Nuova sconfitta casalinga per la Roma

La Roma perde 2-1 con i cechi del Plzen e complica il suo cammino in Europa

La Roma perde di nuovo in casa per 1-2 nella terza partita di Europa League contro il Victoria Pilzen giocando una brutta partita con un osceno primo tempo e complicandosi la vita per il passaggio alla fase successiva della coppa europea.

Gasperini si gioca il tridente, in teoria titolare, per cercare di sbloccare la squadra la davanti e da fiducia al giovane Ziolkowski in difesa e schiera Svilar in porta, Ziolkowski, Mancini e Hermoso in difesa, Celik El Aynaoui, Koné e Wesley a centrocampo, Soulé e Dybala dietro Dovbyk.

Il centravanti ucraino dopo 45 secondi fa l’unica cosa buona della partita stoppa un bel pallone si libera del difensore e tira in porta ma troppo centrale e il portiere para facilmente.

Potrebbe sembrare un partita cominciata bene ed invece è il Victoria Pilzen a prendere in mano la partita, pressa a tutto campo e la squadra giallorossa sembra incapace di rispondere, lenta, impacciata, deconcentrata con svarioni enormi in fase di costruzione che la portano a rischiare di prendere il gol che arriva al 20′. Errore difensivo madornale di Ziolkowski che manda in gol Adu solo davanti a Svilar.

La squadra giallorossa accusa il colpo e gli avversari ne approfittano e tre minuti dopo raddoppiano. Rilancio dalla difesa giallorossa che viene preso dal centrocampo avversario, cambio di gioco per l’accorrente Souare’ che da una ventina di metri spara un diagonale che si infila all’angolino basso alla sinistra di Svilar ed è 0-2.

Mancano ancora poco meno di 70′ più recupero ma ci vorrebbe una squadra decente per recuperare il passivo e stasera la Roma almeno nei primi 45 minuti è stata inguardabile. Wesley a sinistra è l’unico che prova a spingere ma li davanti è un pianto. Soulé desaparecido, Dybala sembra un ex giocatore, Koné senza Cristante corre senza costrutto, El Aynoui impalpabile. Ci si passa la palla ma o non si tenta la giocata o se la si tenta si fa sempre la scelta sbagliata.

Al 31′ Gasperini toglie Ziolkowski mettendo dentro El Shaarawy, Celik torna nei tre centrali ma stranamente El Shaarawy va a destra e Wesley rimane a sinistra. Le cose non cambiano molto Dybala e Soulè si scambiano spesso la posizione ma non si trova il bandolo della matassa, si fanno tanti cross ma sbagliati o quando giusti davanti c’è un ectoplasma che indegnamente indossa la maglia che fu di Pruzzo, Voeller, Balbo e Montella. Mestamente al 45′ l’arbitro fischia la fine del primo tempo con la Roma sotto di due gol.

Gasperini cambia Koné, forse infortunato, per Pisilli e finalmente inverte i due laterali portandoli nelle loro posizioni naturale e si vede subito che è una Roma migliore. Si butta in avanti, Wesley spinge benissimo a destra e anche El Shaarawy riesce a dare il suo contributo facendo fare la prima vera parata importante al portiere avversario al 51′.

Due minuti dopo rigore per la Roma. Colpo di testa in area di Dybala, il difensore avversario tocca con il braccio largo il pallone, l’arbitro non se ne accorge ma il VAR si e richiama il direttore di gara che rivedendo l’azione decreta il penalty .

Dybala freddo trasforma. 1-2 e mancano ancora 35 minuti più recupero. La Roma ci prova, anche perché la squadra ceca sembra stanca, però, malgrado l’impegno la squadra si trova davanti un muro di maglie avversarie ed è incapace di trovare la giusta imbucata o il tiro “cattivo” in porta. Dovbyk si nasconde, non stoppa più un pallone e non fa salire la squadra ma anche gli altri non hanno mai la cattiveria giusta per centrare il bersaglio.

Si tira spesso ma sempre fuori o alto. Esce Celik per Bailey sperando che il giamaicano inventi la giocata giusta, con Wesley che cambia posizione per la terza volta, ma nulla. Al 74′ esce Dovbyk, tra i fischi, per Ferguson ed entra Ndika per l’evanescente Soulé e Wesley ritorna a centrocampo. Mancini si mette a fare quasi il centravanti ma è la manovra che latita e anche i piedi. Ferguson riesce nell’impresa di fare peggio di Dovbyk e la squadra va avanti per rabbia, per tigna ma la cattiveria sotto porta non c’è proprio.

Lo stesso Bailey cerca più il dribbling che badare al sodo e portare la palla in area anche se sfiora il gol con il suo unico tiro uscito di pochissimo. Si gioca ad una porta sola ma il portiere avversario fa solo un’altra parata su un colpo di testa troppo centrale di Ndika a pochi metri dalla linea di porta al 94′.

Un minuto dopo segna Pisilli ma è in evidente fuorigioco e dopo questa ennesima occasione buttata l’arbitro fischia la fine e sancisce la quarta sconfitta casalinga della Roma per questo inizio di stagione.

Che dire, la Roma si trova ora con tre soli punti in classifica nel mega girone di Europa League al 23esimo posto, penultima posizione utile per passare al turno successivo, ma la cosa che preoccupa è che è alla quarta sconfitta casalinga, due in campionato e due in coppa, e questo è inaccettabile per una squadra che ha sempre fatto dell’Olimpico il suo fortino inespugnabile. Oggi la squadra ha evidenziato lacune tecniche e caratteriali. Si è entrati in campo “mosci” e forse convinti di vincere facile ed invece non è così. Il dato allucinante è aver tirato quasi 20 volte e aver segnato un solo gol, per giunta su rigore, con il portiere avversario che ha fatto forse un paio di patate degne di nota.

L’attacco è il problema più grave. Di due centravanti non se ne fa uno decente, Soulé e Dybala forse insieme non possono giocare e mentre il primo da la sensazione di poter migliorare vista la giovane età, Dybala è sicuramente il giocatore con più classe della rosa ma delle volte da l’impressione di essere come la vecchia gloria che gioca a due all’ora nel torneo dei villeggianti. Stasera la difesa ha compiuto errori di impostazione evidente ma dietro è riuscita a reggere l’urto dei contropiedi avversari. A centrocampo El Aynaoui è veramente poca cosa e Cristante sembra imprescindibile anche se Pisilli oggi ha dato segnali incoraggianti.

A sinistra senza Angelino, Tzimikas non ha la fiducia di Gasperini e bisogna adattarci due destri e stasera Wesley, migliore in campo, ci ha provato.

Per paradosso forse il secondo tempo è quello che lascia più perplessi, perché la prima frazione di gioco è stata inguardabile ma nella seconda, dopo poco, la squadra riesce ad accorciare il passivo ed invece di recuperare si è continuato a sbagliare e a giocare male davanti.

Anche Gasperini ha le sue colpe con troppi giocatori, così come con l’Inter, messi fuori ruolo e la gestione dei cambi non ha convinto ma certo non è colpa sua se si gioca costantemente in 10 perché il centravanti è come non averlo. Ma la manovra di attacco deve essere più lucida e incisiva e a questo punto servono delle scelte nette in attesa di un difficilissimo mercato di gennaio che dovrà risolvere il problema attaccante per forza.

Il cammino in l’Europa non è precluso ma perdere due partite in casa influirà sicuramente perché le prossime 5 partite saranno ancora più dure di quella di questa sera. Serve una svolta e anche rapida a partire dall’impegno di domenica prossima in campionato a Sassuolo.


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