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Tor Marancia: al posto dell’ex “occupazione più grande d’Italia” sorgerà un complesso residenziale

Le critiche: “Altro che riqualificazione, si costruiscono appartamenti di lusso”

Dove fino a pochi anni fa sorgeva “l’occupazione più grande d’Italia”, oggi si prepara una trasformazione radicale.

In viale del Caravaggio 105, a Tor Marancia, l’ex complesso direzionale abbandonato — che fino al luglio 2021 aveva ospitato circa 400 persone — sarà demolito per far posto a un nuovo complesso residenziale privato.

Il progetto, presentato dalla società Oriental Finance Srl, prevede la ricostruzione di cinque torri a uso abitativo, spazi verdi e aree commerciali ai piani terra.

Un piano di rigenerazione urbana che il Comune di Roma ha deciso di sottoporre a un percorso di partecipazione pubblica con tre incontri aperti ai residenti: il primo appuntamento è fissato per lunedì 4 novembre alle 17 alla Sala Panetti della parrocchia Nostra Signora di Lourdes, in via Andrea Mantegna.

Da simbolo di degrado a “quartiere modello”

La relazione tecnica descrive l’attuale edificio come “gravemente compromesso e vandalizzato”, inutilizzato da anni e in pessimo stato anche dal punto di vista strutturale.

L’obiettivo dichiarato è ridare vita all’area, con un nuovo impianto architettonico a carattere residenziale e con spazi aperti “attrezzati e fruibili”, mantenendo i due livelli interrati già esistenti da destinare a parcheggi.

Il progetto prevede anche la riprogettazione di viale Veronese — la strada adiacente — in un boulevard a scorrimento lento, con nuovi marciapiedi, alberature e percorsi ciclopedonali.

L’intento, spiega la società, è “rivitalizzare lo spazio urbano e migliorare la percezione di sicurezza del quartiere”, riducendo situazioni di degrado e abbandono.

Le critiche: “Non servono altri appartamenti di lusso”

Non mancano però le perplessità. La consigliera civica Simonetta Novi (lista Calenda Sindaco) contesta l’impostazione generale:

“Il complesso va certamente riqualificato, ma questo progetto si basa sulla L.R. 7/2017 sulla rigenerazione urbana, che la stessa amministrazione Gualtieri ha annunciato di voler rivedere. Siamo in una zona di ‘città storica’ dove quella legge non sarà più applicabile. E poi, davvero Roma ha bisogno di altri appartamenti di lusso?”.

Sulla stessa linea il presidente del Comitato Parchi Colombo, Manolo Palazzotti, che denuncia la progressiva privatizzazione della pianificazione urbana:

A Roma ormai lo sviluppo è in mano ai privati. Si trasformano uffici e capannoni in abitazioni per fare rendita, monetizzando gli standard urbanistici. Il pubblico dovrebbe garantire tutele e visione d’insieme, invece abdica al suo ruolo. Continueremo a far sentire la nostra voce contraria”.

Un percorso di confronto

Il Dipartimento Programmazione Urbanistica del Campidoglio coordinerà gli incontri del 4, 13 e 27 novembre. Il primo sarà dedicato alla presentazione del progetto e all’ascolto dei cittadini; il secondo a un dialogo sugli obiettivi; l’ultimo alla redazione condivisa di un documento conclusivo.

Nel frattempo, l’area di viale del Caravaggio resta uno dei luoghi simbolo della rigenerazione urbana romana: un terreno di confronto tra la necessità di recuperare spazi abbandonati e il rischio che, dietro la parola “riqualificazione”, si nascondano nuovi processi di esclusione sociale.

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