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Occupazione di uno stabile in via di Portonaccio

Il 13 giugno studenti fuori sede e giovani precari rivendicano il diritto alla casa

Nella mattinata del 13 giugno, giovani precari, studenti e fuori sede hanno occupato uno stabile,  disabitato da 10 anni, in via di Portonaccio, nel quartiere di Casal Bertone.

L’iniziativa porta la firma di Strike/Rete sociale Casalbertone, Collettivi giovanili di Roma e Unders/Blocchi Precari Metropolitani che con lo slogan "Contro precarietà e speculazioni, casa sicura con le occupazioni" hanno rivendicato il diritto all’abitare.

A Roma si torna a parlare di emergenza casa. E sono i giovani a far sentire la loro voce: "Siamo studenti, fuori sede e giovani precari – dichiarano in un comunicato gli occupanti – stanchi del ricatto della precarietà, degli affitti alle stelle e delle speculazioni immobiliari. Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai comitati della zona da anni siamo attivi nel quartiere con iniziative sociali e culturali, che rispondono all’assenza di servizi e spazi pubblici".

Gli occupanti citano i dati Eurispes: "A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1.700 posti letto, ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa e ci sono 270.000 case vuote o sfitte. Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a 40 anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per pagare 400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di dover lasciare Roma e tornare nelle nostre città perché qui non si riesce a vivere".

E giustificano l’occupazione come un’ iniziativa finalizzata a riprendersi quello che a loro spetta. "Occupiamo in uno dei territori dove le grandi opere calpestano i diritti e la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione Tiburtina, la Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus universitario a Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni di metri cubi di centri commerciali e servizi privati".

"Occupiamo in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello studente vengono privatizzate e dove gli affitti diventano insostenibili per gli studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la casa ha conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e conquistando servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e via Pollio )

Partiamo da questa occupazione per aprire un punto di osservazione e di inchiesta, uno sportello sulla condizione abitativa dei giovani precari e degli studenti della zona, per censire gli appartamenti sfitti e per conquistare il diritto alla casa".

"Partiamo da questa occupazione per aprire una vertenza generale sul destino di tutta l’area della nuova stazione Tiburtina, per conquistare spazi verdi, attrezzature sportive, servizi sociali al posto del cemento. Vogliamo lottare contro chi governa le città con il terrore, alimentando una guerra tra poveri. Non avremo più sicurezza con più polizia, espulsioni, sfratti e sgomberi- concludono gli occupanti- La sicurezza per cui lottiamo è quella del diritto alla casa, al reddito garantito, alla formazione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi verdi, alla qualità della vita".

Sull’ occupazione si pronuncia anche Peppe Mariani, presidente della Commissione Lavoro, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e Politiche Sociali della Regione Lazio.
"E’ un ulteriore segnale – dichiara Mariani – dello stato drammatico in cui versa la nostra città. Possiamo infatti parlare di una vera e propria emergenza sociale a Roma".

"I dati sul problema della casa a Roma continuano ad essere sconfortanti ed inquietanti ma nonostante i tavoli di contrattazione si susseguano, a questa situazione non sono state ancora date risposte adeguate e credibili".

"Sono soprattutto le giovani generazioni ad essere maggiormente colpite da questi fenomeni. Per questo, mentre dobbiamo opporci ed indignarci per il definanziamento alle politiche di assistenza che il Comune di Roma sta perseguendo, occorre implementare gli strumenti di contrasto alla precarietà. La proposta di reddito sociale che stiamo discutendo nella commissione lavoro – conclude Mariani – va precisamente in questa direzione”.

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