

E' un'ipotesi di trasformazione e adattamento scenico alla vita, da Euripide, diretta da Gianluca Bottoni con Leila Daianis, Carol Tébar, Michele A. Arcaroli
Dal 17 al 20 Gennaio il Teatro Furio Camillo ospita lo spettacolo di Gianluca Bottoni con Leila Daianis, Carol Tébar, Michele A. Arcaroli Olà Medea, una rilettura della tragedia di Euripide
Questa Medea,interpretata da Leila, neo donna, piena di vita vissuta e da vivere: venuta dal nordest del mondo , in un gioco di affettività familiari mancate , su questo palcoscenico, forte e pronta ad adattarsi alla sorte ,a cambiare rotta, a rifare la valigia per continuare a contestualizzarsi e ad allevare, orgogliosa di raccontarsi e destra a quelle magherie che solo la sofferenza, il distacco, l’esilio, la differenza, la mescolanza, allenano nella vita di tutti i giorni le donne di tutti i tipi… gli esseri umani di tutti i tipi… tutti i tipi di Medea.
Medea è la vita: rifiuta la violenza, proprio perché legata ai valori ‘femminili’ della maternità, ai valori della terra e sta oltre una linea, una rete, che la divide dalla società per la sua estraneità.
“La Società –spiega il regista Gianluca Bottoni – non conoscendo la base delle problematicità più delicate, e non volendo capire oltre quella rete, non le accetta se non in privato e ne ignora l’ esistenza. Oppure tollera facendo finta di niente. Gran parte delle persone, tollerano senza accettare la “visibilità” di ciò che è definito diverso, coi pregiudizi in testa non si capisce perché la Natura è variegata ,parla tante lingue,e ha tanti colori. Come se ci fosse da capire qualcosa…Olà, la vida!”
La storia tragica di Medea è una delle più cupe nell’universo del mito antico; ma soprattutto la storia di Medea è forse la più nota tra le vicende del mito antico legate alla figura dell’altro e dello straniero.
Medea viene vista pertanto come figura dell’alterità (donna, sapiente e straniera), figura-tema-problema presente in testi classici, ma ancora aperto, vivo e vicino. Medea è in questo senso testo esemplare in una misura addirittura sorprendente, perché il nostro tempo è segnato profondamente da uno dei temi fondanti della Medea, cioè dal confronto-scontro di civiltà, in generale dal problema dell’alterità.
Nella versione originale Medea, maga, figlia del re della Colchide, si innamora del greco Giasone che è giunto nel suo lontano paese (sul mar Nero) per impossessarsi del vello d’oro. Per Giasone Medea tradisce il padre, uccide il fratello, abbandona la patria; ma l’atto che la distingue per la selvaggia tragicità è quello che Euripide scelse di rappresentare nel suo dramma (rappresentato nel 431 a. C): l’uccisione dei figli, l’atto estremo con cui essa si vendica dell’abbandono di Giasone.
A corollario delle repliche dello spettacolo, il 18 Gennaio 2008 alle ore 18.00 ,si terrà un incontro a ingresso libero, in collaborazione col S.A.I.F.I.P (Servizio di adeguamento dell’identità fisica all’identità psichica dell’Ospedale S.Camillo di Roma) sull’ identità di genere ,presentando l’esperienza del Servizio Psicologico dell’Associazione di volontariato Libellula2001 e la presentazione del libro “Esistenze Possibili”.(Ediz.Universitarie Romane) con la partecipazione tra gli altri degli autori:
* Anna Rita Ravenna (Psicologa – Psicoterapeuta – Supervisore clinico presso il SAIFIP di Roma, autore di pubblicazioni in ambito clinico e formativo e co-autrice del libro “Transessualismo e identità di genere”)
* Vezio Ruggeri- Picofisiologo clinico (docente presso la facoltà di psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza” , responsabile scientifico presso il SAIFIP. Autore di numerose pubblicazioni tra cui “L’identità in psicologia e teatro”),
* Luca Chianura-Psicoterapeuta (coordinatore del SAIFIP)
Biglietti:
intero € 10.00
ridotto € 8.00 (go.card – studenti universitari – under 18 – over 65)
info e prenotazioni botteghino 067804476 (dalle 17.30)
Date e orari:
17- 18 – 19 Gennaio 2008 ore 21.00
20 Gennaio ore 18.00
Teatro Furio Camillo – via Camilla 44 – 00181 Roma
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.