

La condizione per rinnovare la candidatura olimpica è il si di Forza Italia a Letta come segretario organizzatore
Perdura la situazione di stallo per la candidatura di Roma come città organizzatrice delle Olimpiadi del 2016.
Dopo la grande festa degli azzurri al Circo Massimo, la scorsa settimana, Walter Veltroni aveva dichiarato che non c’erano le condizioni politiche per una candidatura della Capitale, visto il rifiuto di Gianni Letta alla carica di segretario organizzatore.
Le ultime dichiarazioni hanno aperto qualche spiraglio. Il 14 luglio il Sindaco ha affermato: “Il problema non riguarda i finanziamenti, queste, sono cose messe lì per fare confusione. La candidatura di Roma, come quella di qualunque altra città, ha bisogno del sostegno dell’intero Paese, perché altrimenti non c’è alcuna possibilità di vittoria” ed ha aggiunto: “Anche Roma (Milano si era candidata il giorno prima, ndr.) si candiderà per ospitare le Olimpiadi del 2020 se non dovessero esserci le condizioni per ottenere quelle del 2016″.
Quest’ultima dichiarazione lascia aperta una speranza. Veltroni era stato chiaro: c’era bisogno dell’accordo di tutte le forze politiche, e il Sindaco era riuscito a far entrare nel comitato organizzatore anche esponenti dell’opposizione e imprenditori del nord. “Ho chiesto a Tronchetti Provera e a Confalonieri di entrare a far parte del Comitato e la risposta è stata positiva”, aveva detto Veltroni. Ora la palla passa all’opposizione, e in particolare a Forza Italia, che aveva posto il veto a Letta.
Proprio il primo cittadino della Capitale, al momento dell’annuncio della rinuncia alla candidatura, aveva dichiarato: “Letta, per sua natura, cerca le soluzioni. Vedremo cosa succederà. Abbiamo qualche settimana, se cresce la disponibilità si vedrà”.
C’è da registrare il rinnovato assenso del Coni alla candidatura, anche se il presidente Gianni Petrucci si era schierato al fianco del Sindaco: “Sono d’accordo con Veltroni – ha detto – se una candidatura italiana ci sarà per le Olimpiadi del 2016 sarà quella di Roma, ma deve avere alle spalle tutto il Paese. Mi auguro ci siano però margini di manovra”.
La questione è stata portata alla ribalta l’11 luglio alla festa del Circo Massimo, quando il Sindaco ha dichiarato:”allo stato delle cose non ci sono le condizioni per una candidatura di Roma alle prossime Olimpiadi del 2016. Non esponiamo né la città di Roma né il Paese ad una situazione di divisione”.
Su Gianni Letta aveva detto che pagava colpe non sue: “A febbraio aveva accettato la presidenza del Comitato organizzativo da me offertagli in caso Roma si fosse aggiudicata le Olimpiadi – aveva rivelato Veltroni – invece pochi giorni fa mi ha detto che non c’erano le condizioni per accettare questo ruolo, anche per problemi di ordine politico. Letta mi ha spiegato che non può accettare perché la candidatura di Roma sarebbe un impegno finanziario troppo grande per il governo”.
Il Sindaco aveva poi aggiunto: “Non possiamo imbarcarci in una avventura nella quale il giorno dopo sorgerebbero polemiche. Non esponiamo Roma o il paese a qualcosa che alimenti divisioni e non unità”.
Nei prossimi giorni comunque si aspetta una schiarita sulla questione.
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