

Il 10 settembre l’ETI ha festeggiato la VI edizione del Premio, mentre resta sullo sfondo l’ombra lunga della dismissione
E’ uno sguardo generale alla stagione teatrale. E’ un referendum fra 400 artisti e professionisti della scena. E’ un talk-show televisivo fuori dagli schemi, ospitato su un palcoscenico che è patrimonio culturale dell’Unesco. E’ il premio “Eti – gli olimpici del Teatro”, l’oscar della scena italiana, che si è celebrato lo scorso 10 settembre al palladiano Olimpico di Vicenza, condotto da Tullio Solenghi e presieduto da Gianni Letta. La manifestazione è promossa dallo Stabile del Veneto Carlo Goldoni e dall’Ente Teatrale Italiano in collaborazione con Regione del Veneto e Comune di Vicenza. La VI edizione della manifestazione, trasmessa anche da Raiuno alle 23.20, ha assegnato i riconoscimenti in 14 categorie (attori, registi, costumisti, miglior spettacolo, ecc.), più il premio speciale del presidente della giuria, che in questa edizione vede la consacrazione di Anna Proclemer.
Sul fronte registico e drammaturgico, Trionfo per Angels in America, miglior spettacolo e migliore regia, che ha visto salire sul palco l’entusiasta tandem Ferdinando Bruni-Elio De Capitani. Battuti a sorpresa rispettivamente La famiglia dell’Antiquario di LLuis Pasqual che, prodotto dallo Stabile del Veneto, giocava in casa, e l’acclamato Piero Maccarinelli di Ritter Dene Voss. Lo spettacolo d’innovazione va al suggestivo ‘Nzularchia di Carlo Cerciello, mentre piuttosto scontata la vittoria come Novità italiana di Gomorra, di Mario Gelardi e Roberto Saviano, la cui presenza, incerta sino all’ultimo per i noti motivi di sicurezza, è poi sfumata in zona cesarini: il giovane scrittore campano ci ha comunque tenuto a ricordare che il suo celebre romanzo reportage ha debuttato prima in teatro e poi al cinema.
Sul versante degli interpreti, i premi come Attore e Attrice protagonisti vanno a Massimo Popolizio per Ritter Dene Voss e a Mascia Musy per Anna Karenina, che sanciscono così la vittoria dei due attori più rappresentativi dell’era ronconiana; i premi da non protagonisti sono stati assegnati a Gigio Morra, che batte il forse più meritevole Battiston de Il Compleanno, e a Leda Negroni per Elettra; il premio come attrice emergente va invece ad Anna Della Rosa, la protagonista della splendida Trilogia della Villeggiatura di Servillo, curiosamente non entrata né nella terna dei migliori spettacoli, né nella terna delle migliori regie; doveroso omaggio a un inarrivabile decano del teatro italiano è stato il premio a Roberto Herlitzka per il suo monologo nell’Edipo a Colono di Martone.
Scenografia a Pietro Carriglio per l’Orestiade, già lo scorso anno a un soffio dalla vittoria con Il re muore. La serrata lotta fra due artiste geniali per i costumi vede vincere la Squarciapino de La famiglia dell’antiquario sulla Nicoletti del Faust di Mauri-Sturno. Le Musiche ad Antonio di Pofi per l’omaggio a Danilo Dolci È vietato digiunare in spiaggia, mentre il premio per la Commedia musicale va a colui che senza dubbio era il più autorevole della terna, Roberto De Simone per Là ci darem la mano.
Intanto, mentre resta invariato in superficie lo stato tecnico della dismissione e il dialogo con le OO.SS., apprendiamo che i teatri dell’Eti sarebbero nel mirino delle Assicurazioni Generali, che hanno ereditato il 33% della quota dell’ente teatrale italiano detenuta in precedenza dall’Ina. Lo ha scritto lo scorso 27 Agosto il quotidiano economico «MF», per il quale «la compagnia di assicurazione triestina è chiamata a entrare nella partita che riguarda il destino dell’Ente e potrebbe giocare un ruolo di primo piano nel riassetto proprietario che coinvolge i teatri di proprietà dell’Ente (…) Le Generali potrebbero sedere al tavolo che discuterà del destino dell’Ente, considerando che le attività immobiliari sono tra quelle che costituiscono il core business della compagnia assicurativa”. Se fosse vero, ci auguiriamo di poter riceverne informazione dall’Ente stesso, in quanto attori direttamente coinvolti.
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