Ordinanza antialcol: “Scelta inutile che rimarrà inapplicata. Serve pianificazione come in altre capitali europee”

Lo dichiarano in una nota congiunta Fabio Sabbatani Schiuma, Andrea Liburdi e Francesco Zicchieri
Redazione - 6 Luglio 2017

“Per combattere la movida selvaggia anche la Raggi si piega alle ordinanze antialcool, come Veltroni, Alemanno e Marino. Nei prossimi giorni le dimostreremo che non sarà rispettata in centro, come in quartieri come il Pigneto o Torpignattara, come alla stazione Tiburtina o a San Lorenzo. La verità è che già c’è una legge nazionale e che per combattere la movida selvaggia, occorre pianificare le politiche notturne e portare Roma ai livelli delle altre capitali europee”.

Lo dichiarano Fabio Sabbatani Schiuma, capogruppo di Noi con Salvini nel Municipio V e Andrea Liburdi, dirigente di Noi con Salvini, in una nota congiunta con il coordinatore regionale Francesco Zicchieri.

“Una scelta inutile quindi -continua la nota- se pensiamo che in materia basterebbe applicare una legge nazionale, la n°120 del 2010 che all’articolo 54 pone dei paletti ben precisi alla vendita e asporto di alcol imponendo il ‘divieto di somministrare e vendere bevande alcoliche e superalcoliche dalle 3 alle ore 6 in tutti i pubblici esercizi e il divieto di vendere per asporto bevande alcoliche e superalcoliche da parte degli esercizi commerciali dalle ore 24 alle ore 6.

Una legge che -prosegue la nota- se fatta rispettare e affiancata ai vari regolamenti comunali che vietano l’abbandono di rifiuti su suolo pubblico, insieme al decreto legislativo n. 507 del 1999 che prevede una sanzione amministrativa per chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico, è colto in stato di manifesta ubriachezza, avrebbe forse  risolto molti dei problemi che le amministrazioni tentano inutilmente di combattere con le ulteriori ordinanze anti movida.

Nelle politiche notturne -conclude la nota- Roma è indietro anni luce a capitali come Parigi e Madrid, dove sanno coniugare la sacrosanta pretesa di quiete pubblica e il legittimo diritto al divertimento: serve infatti un piano regolatore del divertimento, ossia una vera e propria zonizzazione con regolamenti specifici per ridurre al massimo l’impatto sui residenti, zone ove ricollocare le licenze esistenti altrove: la creazione, in sostanza, di quartieri del divertimento”.


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