

Il pronunciamento si inserisce in un filone ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa, che ha già prodotto effetti analoghi in altri stabilimenti del litorale romano
Un’altra sentenza destinata a lasciare il segno nella complessa partita delle concessioni balneari di Ostia. Il Consiglio di Stato interviene nuovamente sul litorale romano e ribadisce un principio ormai sempre più consolidato: i bandi pubblici non possono essere aggirati.
Dopo il precedente de La Marinella, i giudici di Palazzo Spada hanno acceso i riflettori sullo storico stabilimento del Dopolavoro Atac-Cotral, sancendo che la concessione è da considerarsi definitivamente scaduta. Una pronuncia netta, che impone al Campidoglio di rivedere le proprie scelte proprio a ridosso dell’avvio della stagione estiva.
La vicenda affonda le sue radici nel 2020, quando l’amministrazione guidata da Virginia Raggi mise a gara decine di concessioni sul litorale, prevedendo però una durata limitata a un solo anno, in attesa del nuovo piano degli arenili.
Una scelta che si rivelò poco attrattiva per gli operatori e che portò, negli anni successivi, a un dietrofront: il bando venne annullato e le gestioni esistenti prorogate per evitare il rischio di spiagge chiuse. Ma quella decisione ha innescato una lunga stagione di ricorsi da parte dei soggetti risultati vincitori di quelle gare.
Con la sentenza del 24 aprile, la Settima Sezione del Consiglio di Stato ha chiarito che non esistono margini per ulteriori proroghe. Nel caso del lotto 14, quello del Dopolavoro Atac-Cotral, la gestione dovrà passare all’associazione “Energy”, risultata vincitrice del bando originario.
Si chiude così una lunga fase di incertezza amministrativa, ma se ne apre un’altra altrettanto delicata: quella del passaggio di consegne, da gestire in tempi strettissimi.

Il pronunciamento si inserisce in un filone ormai consolidato della giurisprudenza amministrativa, che ha già prodotto effetti analoghi in altri stabilimenti del litorale romano. Un orientamento che riduce sempre più gli spazi per proroghe automatiche e soluzioni tampone.
Per Roma Capitale la sfida ora è duplice: da un lato garantire il rispetto delle sentenze, dall’altro evitare che il susseguirsi di ricorsi e cambi di gestione si traduca in disservizi per cittadini e turisti.
Con l’estate alle porte, il rischio concreto è quello di una stagione segnata ancora dall’incertezza. E il “caso Ostia” si conferma, ancora una volta, uno dei dossier più complessi della macchina amministrativa capitolina.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.