

Con un voto unanime, il Consiglio municipale ha deciso di riattivare la Commissione Speciale Litorale, l’iniziativa nasce da una mozione presentata dal capogruppo di Azione Andrea Bozzi
Il Municipio X torna a puntare i riflettori sul futuro del litorale romano. Con un voto unanime, il Consiglio municipale ha deciso di riattivare la Commissione Speciale Litorale, uno strumento politico pensato per affrontare le emergenze della costa e rilanciare le prospettive di sviluppo di Ostia.
L’iniziativa nasce da una mozione presentata dal capogruppo di Azione Andrea Bozzi e segna un cambio di passo dopo mesi di relativa inattività sul tema, complice anche il ritorno della gestione del demanio marittimo nelle mani del Campidoglio. Una scelta che aveva alimentato polemiche e lasciato il territorio in una posizione defilata.
Ora il Municipio prova a riappropriarsi di un ruolo politico, mettendo al centro le criticità più urgenti. Su tutte, l’erosione costiera, un fenomeno che continua a ridurre gli arenili e a mettere sotto pressione l’intero comparto balneare.
Accanto a questo, resta in sospeso il nodo del Parco del Mare, il progetto di riqualificazione del waterfront che da anni attende una concreta attuazione.
La Commissione avrà anche il compito di rafforzare il dialogo istituzionale, elaborando proposte da sottoporre a Roma Capitale e alla Regione Lazio, nel tentativo di incidere sulle scelte strategiche.
Non sarà però un organismo permanente. Il mandato è a tempo: dieci mesi per produrre risultati. Otto i componenti previsti, con una rappresentanza equilibrata tra maggioranza e opposizione, più il presidente.
Al centro del metodo di lavoro, l’ascolto del territorio: cittadini, associazioni e operatori economici saranno coinvolti per costruire soluzioni condivise.
La sfida è tutta politica. Senza più la gestione diretta del mare, il Municipio X prova a dimostrare di poter ancora influenzare il destino del litorale.
La Commissione sarà il banco di prova: capire se la voce di Ostia riuscirà davvero a pesare nelle decisioni prese ai piani alti, mentre il tempo stringe su un patrimonio naturale ed economico sempre più fragile.
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