Ostiense-Montagnola, il corteo contro il “troppo cemento”: sabato in piazza l’VIII Municipio

L’appuntamento è fissato per le 14:30 in largo delle Sette Chiese. La protesta per dire basta a quella che viene definito una "deriva edificatoria" senza ritorno

C’è un filo rosso, fatto di rabbia e polvere di cantiere, che unisce le arcate storiche degli ex Mercati Generali di via Ostiense ai palazzi razionalisti della Montagnola.

È il filo della protesta di un intero quadrante, l’VIII Municipio, che sabato prossimo, 28 febbraio, scenderà in strada per dire basta a quella che definisce una “deriva edificatoria” senza ritorno.

L’appuntamento è fissato per le 14:30 in largo delle Sette Chiese. Da lì partirà un corteo che non è solo una sfilata di striscioni, ma l’atto d’accusa di una comunità che si sente “tradita” dai processi di rigenerazione urbana calati dall’alto.

Mercati Generali: il dialogo interrotto

Il cuore della contesa batte sull’area degli ex Mercati. Qui, il Comune ha tentato la carta della diplomazia con tre tavoli di confronto, ma l’esito è stato un corto circuito.

«Dialogo tardivo», denunciano dal Comitato civico. Per i residenti, il progetto targato Hines è un corpo estraneo: uno studentato di lusso che profuma di speculazione e “gentrificazione selvaggia”.

«È la svendita di un bene comune con una storia radicata, senza alcun tornaconto per chi vive il quartiere», accusano gli organizzatori. La sensazione, tra i lotti della Garbatella e i vicoli di Ostiense, è che le cubature siano ormai blindate e che la partecipazione sia stata solo un esercizio di stile a giochi già fatti.

L’ombra delle torri alla Montagnola

Poco più in là, in via dell’Improta, il clima non è meno teso. Il neocostituito comitato “Ama Montagnola – No altri palazzi” ha messo nel mirino il piano che prevede di abbattere i vecchi immobili della municipalizzata per far posto a un mix di residenze private, uffici e studentati.

Sebbene il progetto prometta una piazza e 7.000 metri quadri di verde, i residenti vedono una “colata” che porterà la popolazione del comparto da 800 a 1.700 abitanti.

Un raddoppio che fa paura: «Il quartiere è già saturo, scoppierà tra traffico e inquinamento. Vogliamo un parco, non nuovi palazzi», è il grido di battaglia.

Un territorio al limite

«Al Municipio VIII si sta chiedendo troppo», sintetizza la consigliera Simonetta Novi (Misto), citando un elenco di ferite aperte: dal nuovo quartiere I60 a Grottaperfetta fino all’incognita dell’ex Fiera di Roma.

Se la mobilitazione ha già contribuito a fermare il progetto delle “cinque torri” da 74 metri in via del Caravaggio, resta il nodo della bonifica di aree private abbandonate da anni.

Il minisindaco Amedeo Ciaccheri ha promesso di andare a fondo, specialmente sui premi di cubatura, ma la piazza non sembra disposta ad aspettare i tempi della burocrazia.

Intanto, l’opposizione preme: Fratelli d’Italia chiede un Consiglio municipale aperto perché il confronto «sia trasparente e non avvenga solo nelle stanze chiuse».

Sabato il quartiere misurerà la propria forza. Tra le ruspe già accese e i sogni di parchi pubblici, l’Ostiense e la Montagnola cercano una via d’uscita dal cemento, rivendicando il diritto di decidere quale faccia debba avere la Roma di domani.


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