

Quella che avrebbe dovuto essere una commemorazione condivisa si è trasformata invece in un nuovo terreno di scontro tra Campidoglio e Partito Radicale
A dieci anni dalla scomparsa di Marco Pannella, Roma si ritrova spaccata sul modo di ricordare uno dei protagonisti più discussi e influenti della politica italiana contemporanea.
Quella che avrebbe dovuto essere una commemorazione condivisa si è trasformata invece in un nuovo terreno di scontro tra Campidoglio e Partito Radicale, tra accuse di “memoria burocratica” e iniziative autonome.
La polemica è esplosa dopo l’annuncio dell’assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, che ha ufficializzato la decisione del Comune di collocare una targa dedicata al leader radicale all’interno di Palazzo Braschi.
Una soluzione istituzionale pensata per celebrare la figura di Pannella nel cuore del centro storico, ma che non ha convinto il movimento fondato proprio dal politico abruzzese.
L’idea iniziale era nata nelle settimane precedenti attorno a una proposta avanzata da Francesco Rutelli, ex sindaco di Roma ed ex segretario radicale.
L’obiettivo era dedicare una targa commemorativa a Piazza Navona, luogo simbolo delle storiche battaglie civili di Pannella, scenario dei suoi comizi, delle proteste nonviolente e dei celebri digiuni politici.
Attorno all’iniziativa si era rapidamente raccolto un sostegno trasversale che aveva coinvolto personalità del mondo politico, culturale e dello spettacolo.
Tra le adesioni figuravano Vasco Rossi, Vittorio Feltri, Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini, Achille Occhetto, Goffredo Bettini, Gaia Tortora e don Luigi Ciotti, oltre alla storica compagna di Pannella, Mirella Parachini.
Il progetto però si è arenato davanti a un ostacolo inatteso ma tipicamente romano: il rifiuto dei condomini del palazzo individuato per ospitare la targa.
Da lì la scelta del Campidoglio di spostare il memoriale a Palazzo Braschi, soluzione ritenuta più praticabile dagli uffici comunali e dalla Soprintendenza.
Una decisione che il Partito Radicale ha accolto con forte irritazione.
Per i dirigenti di via di Torre Argentina, infatti, il trasferimento del ricordo di Pannella in un contesto esclusivamente istituzionale rischia di snaturare completamente la memoria del leader.
Nel mirino finisce soprattutto l’esclusione della storica sede radicale di via di Torre Argentina 76, considerata il vero cuore politico e simbolico delle battaglie pannelliane.
Secondo Maurizio Turco e Irene Testa, rispettivamente segretario e tesoriera del Partito Radicale, è proprio in quelle stanze che sono nate alcune delle più importanti campagne civili della storia italiana: dal divorzio all’aborto, passando per l’obiezione di coscienza, i referendum e le battaglie sulla giustizia e sui diritti dei detenuti.
Palazzo Braschi viene invece percepito dai Radicali come una sede prestigiosa ma distante dall’identità politica e umana di Pannella, trasformando il ricordo in una celebrazione formale e senz’anima.
La frattura, a questo punto, appare insanabile. Il Partito Radicale ha annunciato che procederà autonomamente con una propria commemorazione, scoprendo una targa nella sede storica di via di Torre Argentina e organizzando successivamente le iniziative celebrative nei locali della Fondazione Pannella.
Una posizione che ha trovato sostegno anche in Assemblea Capitolina, dove la consigliera di Forza Italia Rachele Mussolini ha espresso vicinanza alla linea dei Radicali.
Se il centro storico si divide sul luogo simbolico da dedicare al leader radicale, un punto di convergenza resta invece sul tema che più di ogni altro ha accompagnato la lunga militanza di Pannella: i diritti dei detenuti.
Il Comune di Roma ha infatti confermato l’intitolazione a Marco Pannella del giardino situato davanti al carcere di Rebibbia, un gesto dal forte significato simbolico che richiama le storiche battaglie del leader radicale contro il sovraffollamento carcerario e per una riforma del sistema penitenziario.
Ed è forse proprio lontano dalle polemiche del centro storico, davanti alle mura di Rebibbia, che il ricordo di Marco Pannella riesce ancora a mettere tutti d’accordo.
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