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Parco Appia Antica: proposta di legge per ampliamento da Caracalla ai Castelli

E collegamento con area protetta Decima Malafede inglobando le aree Colle della Strega e Fosso Cecchignola

Il Parco dell’Appia Antica, 3.500 ettari di eccezionali testimonianze archeologiche e paesaggistiche si estenderà congiungendosi al Parco dei Castelli Romani e alla Riserva del Laurentino-Acqua Acetosa. Questo è il contenuto dell’ambiziosa proposta di legge che il 20 settembre sarà presentata alla discussione della Giunta Regionale, dall’assessore all’Ambiente Angelo Bonelli.

Il progetto prevede anche un’ulteriore tappa successiva: il collegamento con l’area protetta di Decima Malafede per ottenere un immenso polmone verde di 25.000 ettari di parco che dal centro della città (Terme di Caracalla) attraverserà tutto il quadrante sud di Roma. Tra le nuove aree inglobate nel parco ci sono: Il Colle della Strega ed il Fosso della Cecchignola. I residenti dopo lunghe battaglie contro la prevista cementificazione della zona potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Quest’iniziativa riporta a galla alcune linee fondamentali del piano d’assetto del Parco dell’Appia Antica, approvato nel 2002, che prevedeva l’ampliamento del parco per 1.500 ettari, comprendendo quindi il Parco di Tor Fiscale e tutta l’area verde da Caracalla a Porta San Sebastiano. Sarà inoltre compreso nell’eccezionale operazione, che darà luce ad una delle aree vincolate più grandi del mondo, anche il territorio compreso fra Lucrezia Romana, Capannelle e la fonte dell’Acqua Appia. Un superparco, quindi, che dal centro di Roma si estenderà fino ai Castelli Romani e al Divino Amore costituendo un’eccezionale corridoio biologico ed ambientale per la flora e la fauna oltre che un’attrattiva turistica senza precedenti nel suo genere.

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