

Il consiglio del municipio VIII è intervenuto prontamente, approvando una mozione che condanna con fermezza l’accaduto
L’ingresso nuovo di zecca del parco di Tor Marancia aveva ancora l’odore dei lavori appena finiti.
L’11 novembre, al taglio del nastro del terzo accesso, il quartiere aveva respirato un’aria quasi festosa: famiglie, bambini, passeggini, curiosi. Una piccola conquista urbana dopo un lungo intervento di riqualificazione.
Poi, a distanza di pochi giorni, la sorpresa amara.
Le panchine in travertino bianco — robuste, lineari, pensate per accogliere residenti e visitatori — apparivano rovinate. Non graffiate o sporcate: limate.
Qualcuno aveva messo mano alle pietre con un frullino, smussando gli angoli come se stesse lavorando nel suo giardino. Le prime foto sono arrivate al municipio l’una dopo l’altra, accompagnate da incredulità e rabbia.
Poco dopo, la ricostruzione: sarebbero stati alcuni residenti, preoccupati che gli spigoli potessero essere pericolosi per i bambini. Un gesto “fatto per il bene comune”, almeno nelle intenzioni. Un gesto incosciente, nei fatti.
E, come se non bastasse, condiviso sui social quasi come un trofeo, prima della rapida cancellazione. Ma nel frattempo gli screenshot erano già in circolazione.
Il consiglio del municipio VIII è intervenuto prontamente, approvando una mozione che condanna con fermezza l’accaduto.
Le parole sono nette: le panchine non erano semplici arredi, ma elementi di pregio di un progetto costato 1,9 milioni di euro, parte di un più grande disegno che porta a oltre 20 ettari le aree verdi fruibili nel quadrante sud della città.
Per i consiglieri, ciò che è avvenuto rappresenta un attacco al lavoro pubblico e alla cura che ha accompagnato la riqualificazione del parco. “Interventi arbitrari”, li definiscono, ricordando che ogni modifica su beni comuni deve essere autorizzata e discussa, non improvvisata con un utensile da fai-da-te.
La mozione chiede ora un intervento della Polizia Locale e degli uffici tecnici per valutare i danni, individuare i responsabili e procedere al loro risarcimento, “senza oneri per i cittadini”.
A raccontare tutta l’indignazione dell’amministrazione è il presidente del municipio VIII, Samuele Marcucci, che parla senza attenuanti:
“Siamo davanti a un atto vergognoso, un gesto di pura inciviltà. Danneggiare arredi pubblici appena installati significa mancare di rispetto a chi vive e ama questo territorio”.
Marcucci si dice colpito anche dalla leggerezza con cui il gesto è stato diffuso online:
“Il patrimonio di tutti non è un oggetto da modificare a proprio piacimento. Pubblicarlo come fosse un’impresa da celebrare è ancora più grave”.
Il presidente chiude con un messaggio destinato a fare da monito:
“Chiediamo che sia fatta piena chiarezza e che i danni siano risarciti integralmente. I beni pubblici vanno tutelati. E chi li danneggia deve assumersene la responsabilità. La nostra comunità merita rispetto”.
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