Categorie: Costume e Società
Municipi: ,

Pasquino torna a parlare

Ultimati i lavori di restauro di una delle statue 'parlanti'

E sono quattro. Dopo l’Abate Luigi, la Madama Lucrezia e il Facchino, anche la statua del Pasquino è stata restaurata e dal 9 marzo 2010 può tornare a parlare: sì, proprio a parlare, visto che il Pasquino è una delle quattro statue ‘parlanti’ della Capitale. Su di esse venivano infatti attaccati messaggi satirici contro i potenti di Roma. Il termine ‘pasquinata’ (per indicare i versi satirici) viene proprio dal nome della statua.

Il Pasquino raffigura il torso di una figura maschile. Dovrebbe appartenere al gruppo marmoreo Menelao col corpo di Patroclo, una copia di fine I secolo d.C. da un originale bronzeo del III secolo a.C. Si può ipotizzare che la statua si trovasse nello stadio di Domiziano, le cui rovine sono al di sotto dei palazzi che circondano la vicina piazza Navona.

La storia del Pasquino, però, incomincia dal suo ritrovamento.

La statua fu trovata vicino a piazza Navona nel 1501 nel corso di alcuni lavori di scavo. Fu il cardinale Oliviero Carafa a prendersi la briga di spostarla a ridosso di palazzo Braschi, in piazza di Parione. Nei primi anni del Cinquecento, in occasione della festa di san Marco, il 25 aprile, la statua veniva ricoperta dagli epigrammi dei certami accademici che si tenevano nella piazza: con essi, i romani esprimevano con sarcasmo il loro malcontento nei confronti di chi li governava. Pare che il soggetto preferito di questi attacchi fossero i pontefici (del resto la statua si trovava sul percorso della via Papale): e sembra che uno di essi, Adriano VI, papa dal 1522 al 1523, abbia preso in considerazione l’idea di sbarazzarsi del problema una volta per tutte, gettando la statua nel Tevere. Adriano VI però non cedette alla tentazione e Pasquino è arrivato sino a noi. Ma non in buono stato.

All’avvio dei lavori di restauro, il basamento era completamente ricoperto da più strati di foglietti di carta ormai attaccati al travertino. C’erano inoltre fratture, scalfiture, e alcune parti rischiavano di cedere, usurate dagli agenti atmosferici.

L’intervento di restauro è durato dal 14 ottobre al 15 dicembre 2009: si è trattato di effettuare una pulitura chimica e meccanica delle superfici; di riattaccare o consolidare le parti che stavano per cedere; di stuccare le fessurazioni e lacune con malte idrauliche; di applicare un protettivo idrorepellente.

Alla cerimonia di inaugurazione del Pasquino erano presenti Umberto Croppi, assessore alla cultura del Comune di Roma, Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali, Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura, Dino Gasperini, Delegato del Sindaco per la tutela del Centro storico, e Viviana Di Capua, presidente dell’Associazione Abitanti del Centro storico, che ha promosso il restauro d’intesa con l’Assessorato alle Politiche culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni culturali del Comune di Roma.

Foto 1: l’Assesore Umberto Croppi, Il sovraindentende Umberto Broccoli e Francesco Giro, all’inaugurazione della Statua Parlante di Pasquino dopo il restauro. Foto Valentina Stefanelli GMT.
Foto 2: la statua prima del restauro

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.


Sostieni il nostro lavoro indipendente
Anche un piccolo contributo fa la differenza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento