Piani intensivi settimanali: ecco la risposta della Commissione Sicurezza in VIII

La Commissione di Vendetti lavora a piani sicurezza settimanali, quartiere per quartiere, con la collaborazione di Comitati e cittadini: soddisfazione del centrosinistra. Grasso (Arcobaleno): non dimenticare inclusione
di Massimiliano Napoli - 9 Maggio 2009

Fernando VendettiUn intervento intensivo sul territorio che settimanalmente, quartiere per quartiere, affronta a tutto tondo il problema della sicurezza. Questa l’idea della Commissione Sicurezza capitanata da Fernando Vendetti e Walter Mastrangeli. Alla presenza dei responsabili dei Comitati di Quartiere e, eccezionalmente, del comandante Antonio Di Maggio, responsabile dell’VIII Gruppo Vigili Urbani e in cabina di regia per il problema campi nomadi a Roma, la Commissione riunita la mattina dell’8 maggio, ha stabilito le linee guida del progetto che partirà in via sperimentale nei prossimi mesi nell’Ottavo Municipio.

Unico nel suo genere, il progetto dei piani sicurezza settimanali si propone di affrontare ogni settimana una zona specifica del territorio dell’Ottavo, passandola sotto la lente delle Forze dell’Ordine che andranno a cercare il cosiddetto “pelo nell’uovo”, 24 ore su 24, affrontando così a muso duro e – per usare le parole del presidente Vendetti – “colpendo la criminalità nei punti sensibili”.
Tutto questo, ovviamente, grazie all’ausilio dei Comitati di Quartiere che assumeranno un ruolo chiave all’interno del processo, raccogliendo le segnalazioni che, quotidianamente, i residenti possono fare e monitorando il territorio individuando le aree a maggior rischio.
“L’idea è quella di creare una rete che copra tutto il territorio – ha dichiarato Vendetti – e siamo già a buon punto perché molti Comitati di Quartiere e di commercianti stanno interagendo con la Commissione”.

È chiaro che anche i cittadini dovranno assumersi la responsabilità di concorrere a questo processo, che è vano se non viene alimentato dalle segnalazioni e dal senso civico dei residenti. Più volte ci si trova (anche noi attraverso il nostro lavoro di informazione quotidiano N.d.a.) a sentire lamentele sull’inattività delle Istituzioni, sullo stato di dormiveglia delle Forze dell’Ordine e a confrontarci con una sostanziale sensazione di abbandono degli organi amministrativi e di sicurezza.
Rimbocchiamoci le maniche allora, questo il messaggio della Commissione ma anche quello dei Comitati di Quartiere e delle associazioni, perché solo remando tutti nella stessa direzione possiamo sperare di debellare (o quantomeno limitare) uno dei più grandi problemi di questo quadrante: la criminalità.
“Se si collabora tutti, Forze dell’Ordine e cittadini – ha specificato Vendetti – forse gli obiettivi non saranno mancati, anche se dobbiamo considerare che ogni entità in gioco, Carabinieri, Polizia, Vigili, ha la sua identità e i suoi compiti che dobbiamo rispettare”.

Ma molti si chiedono ancora se non sia un modo come un altro per nascondere, sotto mentite spoglie, un’operazione simile a quella delle ormai note “ronde di quartiere”, che piacciono tanto alla Lega.
Kingsley Oparah Un’osservazione sottolineata anche dal consigliere aggiunto, portavoce degli stranieri, Kingsley Oparah presente alla riunione. Il problema è l’incolumità dei cittadini, ha infatti sostenuto Oparah, che possono trovarsi in condizioni pericolose, oppure sostituendosi addirittura alle Forze dell’Ordine.
Ipotesi paventata da alcuni ma che la Commissione al completo smentisce a gran voce: “le ronde – ha detto Vendetti – non mi piacciono per niente, lo ripeto ancora una volta, perché moltiplicano i problemi e poi se i delinquenti non si spaventano davanti agli agenti in divisa figuriamoci davanti ai cittadini”.
E per quanto il resto aggiunge: “le segnalazioni che i cittadini ci faranno saranno totalmente anonime per cui non c’è alcun pericolo per loro, ma sarà poi il Comitato di Quartiere stesso che si occuperà di farcele, di tanto in tanto, non ci sarà nemmeno bisogno che le facciano i cittadini”.

Walter Mastrangeli Soddisfazione da parte del centrosinistra che – a parlare è il vice presidente della Commissione Sicurezza Walter Mastrangeli – ricorda: “finalmente un piano sicurezza buono”. Ma, allo stesso tempo, il consigliere del Pd sottolinea come l’azione di perlustrazione del territorio debba, nella settimana di operatività, essere completa, a trecentosessanta gradi. “Non solo delinquenza – ha infatti dichiarato in riunione – ma un controllo a tappeto, di tutti i reati, anche quelli minori”. Solo così, ricorda Mastrangeli, andiamo davvero incontro ai cittadini portando sicurezza e vivibilità.
Di avviso diverso il presidente Vendetti e soprattutto il comandante Di Maggio, che insistono sulla concentrazione dell’azione su “problemi fondamentali, urgenti, come il bullismo e il lavoro sommerso” che in molte zone hanno raggiunto livelli preoccupanti.

Antonio Di Maggio“I piani sicurezza settimanali quartiere per quartiere – ha dichiarato Antonio Di Maggio – li abbiamo pensati in modo che funzionino con l’aiuto dei cittadini, per lavorare in maniera più intensiva sul territorio”; ma quello che è necessario è il rapporto con la cittadinanza che è ovviamente un anello fondamentale. Inoltre, continua il comandante Di Maggio, fra poco partirà il nuovo piano sui campi d’accoglienza, e “posso dire con certezza che ci saranno altri campi a Roma ma non nell’Ottavo Municipio. Questo è certo”.

Smentite dunque le voci di altri presunti insediamenti, e, infine, il comandante dei Vigili Urbani ricorda che “bisogna aspettare che si allestiscano le nuove strutture” per vedere i primi segni di miglioramento, e per questo è inutile ora come ora sbaraccare quei piccoli e sporadici insediamenti che sorgono qua e là, dal momento che “nel giro di qualche mese” la situazione sarà diversa e queste persone verranno trasferite direttamente nei nuovi campi.

Daniele GrassoE se da un lato questo aspetto conforta migliaia di residenti e tanti Comitati di Quartiere, vittime delle solite voci di corridoio che fino a pochi giorni fa davano per certa la presenza di altri campi in questo Municipio, dall’altro solleva in alcuni altri tipi di interrogativi. A parlarcene è il consigliere Daniele Grasso (Sinistra Arcobaleno) che evidenzia correttamente come la situazione dei campi rom (e il progetto di Alemanno di allargarli e infoltirli) può aggravare non solo la situazione all’esterno di essi, ma anche all’interno. Perché “la differenza fra etnie, ognuna con le proprie regole sociali e comportamentali, può creare attriti e alimentare focolai che trasformerebbero i campi in vere e proprie polveriere”. Attenzione dunque a non tralasciare il sociale, a non confinarlo in altre sfere ma considerarlo parte integrante delle politiche di sicurezza e vivibilità di un territorio. “Non dimentichiamo – conclude infine – che l’Europa (insieme agli altri grandi paesi sviluppati N.d.a.) prende risorse dai paesi di provenienza degli immigrati senza dare niente in cambio. L’immigrazione, clandestina e non, è la risposta a questo modello”.

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