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Piano Casa: l’opposizione va all’attacco dell’approvazione finale

Lunedì 1 marzo l’approvazione finale

Lunedi 1 marzo è prevista, in Campidoglio la votazione per la Proposta n. 175/2009: indirizzi per il "Piano Casa" del Comune di Roma. Proposta già discussa nella giornata di ieri. Molte le critiche che vengono da diversi esponenti dell’opposizione: scarso considerazione dell’impatto sociale, indifferenza agli alloggi già esistenti e disponibili e tempi di realizzazione troppo lunghi. 

Pelonzi (consigliere del PD) ha sottolineato con la presentazione di alcuni emendamenti l’importanza della valutazione di impatto sociale. "Sulla scia di quanto sviluppato dalla Provincia di Roma non si può prescindere – secondo il consigliere – di partire dalla corretta individuazione delle categorie di persone a cui destinare gli insediamenti abitativi previsti nel Piano. Housing sociale accanto ai criteri ambientali ed architettonici".

Per Nanni altro consigliere comunale del PD la scelta di “discutere” del Piano Casa alla vigilia delle elezioni regionali è semplicemente uno spot elettorale. Inoltre secondo il consigliere il piano casa risponde solo per il 15% alla reale emergenza abitativa e gli interventi previsti porteranno i primi risultati solo tra tre anni. Tempi troppo lunghi per un’emergenza già esistente.

Maria Gemma Azuni di Sinistra e Libertà pur evidenziando l’esistente convergenza dei diversi gruppi politici rispetto al problema dell’emergenza abitativa, critica duramente i contenuti del piano sviluppato: “Non si è adottata la logica di intervenire, con accordi con i grandi proprietari per il rinnovo dei contratti a canone sostenibile. Non si prevede che il Comune intervenga nei piani dismissione dei grandi Enti. Non si prevede l’acquisizione degli immobili inoptati dei grandi enti previdenziali ed occupati da anziani e da famiglie a basso reddito. Non è previsto l’aumento della dotazione del fondo per il contributo per l’affitto. Nulla si dice circa la possibilità che venga inserito nel Nuovo PRG e nella Legge Regionale una quota di nuove edificazioni da cedere al Comune per alloggi ERP a canone sociale. Mi sembra si sia trovata una elegante soluzione per regalare ai palazzinari la nostra città. Infatti perché non prevedere l’utilizzazione a fini abitative dell’esistente, degli alloggi sfitti e del patrimonio dei grandi enti? Perché non fissare un tetto che stabilisca che almeno il 50% dell’edilizia costruita o acquisita sia riservata all’edilizia sovvenzionata? Prevedere continue deroghe al PRG, stravolgendo tutti i vincoli di destinazione delle aree, è un modo molto generoso, quanto machiavellico per apparecchiare una tavola con gustosi piatti pieni di soldi per qualcuno, non certo per i cittadini privi di casa né tantomeno per le casse comunali che in questa amplia operazione di edilizia non riceverà alcunché.”

Infine a puntare l’indice contro Sindaco e Giunta Comunale sono il Capogruppo del PD in Campidoglio Umberto Marroni e i consiglieri Francesco Smedile e Athos De Luca. Anche loro criticano duramente i tempi lunghi di realizzazione e i nuovi percorsi amministrativi che rischiano di aggravare i problemi: “Finora gli unici provvedimenti efficaci sono nati dal PD. La delibera di indirizzo del Consiglio Comunale n.110/05 che agevola le famiglie a basso reddito per locazioni a canone concordato o per l’acquisto a prezzi di cessione. Con l’iniziativa dell’assessore Di Carlo che ha predisposto un fondo regionale di 500 milioni di euro per agevolare chi vuole riscattare la casa in cui abita attraverso un mutuo sostenibile sarà possibile mettere un freno al caro affitti e all’emergenza sfratti. Insomma mentre in Regione si applicano misure concrete e solo grazie ai provvedimenti approntati nel 2005 dalla maggioranza di centrosinistra è possibile oggi realizzare 9500 appartamenti e cambi di destinazione d’uso,dal Sindaco e dalla sua giunta arrivano solo futuri, confusi e incerti intendimenti”.

L’emergenza casa a Roma è comunque drammatica, le famiglie in attesa di alloggio sono oltre 30.000, delle quali 2.000 senza fissa dimora e più di 3.000 sotto sfratto. Il patrimonio Erp rappresenta il 5% delle abitazioni, ma – secondo una ricerca Eurispes al 2007 – gli immobili che rimangono sfitti sono almeno 270.000.
 

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