Piano nomadi a Roma

Drastica riduzione dei campi. Entro il 2010 da 100 a 13 con tetto massimo di 6000 rom
Enzo Luciani - 3 Agosto 2009

Il 31 luglio, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il prefetto di Roma in veste di commissario straordinario per l’emergenza nomadi, Giuseppe Pecoraro, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e l’assessore capitolino alle Politiche Sociali, Sveva Belviso hanno presentato il piano nomadi che prevede una drastica riduzione dei campi nomadi legali a Roma.

Partendo dal presupposto che la capitale non è in grado di ospitare più di 6000 rom è stato stabilito che i campi attualmente presenti – abusivi, tollerati e autorizzati -passeranno, entro il 2010, da cento – a 13 villaggi autorizzati.

"Una vera e propria rivoluzione copernicana", questa la definizione che il primo cittadino ha attribuito al piano di intervento. Il commissario straordinario Pecoraro ha spiegato che saranno coinvolti anche la Provincia e la Regione Lazio: ‘A Latina ne è previsto uno che ospiterà i nomadi che già vi risiedono più quelli presenti ad Aprilia, con un campo predisposto e di proprietà dalla Regione. Il nuovo piano, presentato per l’occasione nel campo nomadi di via di Salone, vedrà la chiusura di nove campi “tollerati”: Casilino 900, Tor Dè Cenci, La Martora, Baiardo, Foro Italico, Monachina, Arco di Travertino, Spellanzon e Sette Chiese oltre ai due – Naide e Dameta – già sgomberati lo scorso lunedì 27 luglio. I primi campi su cui si interverrà saranno il Casilino 900, Tor de’ Cenci e La Martora con una riduzione del 50 per cento della superficie entro la fine di ottobre. el piano

Le aree che saranno invece ristrutturate sono: Salone, Gordiani, Camping River, Candoni e Castel Romano. A questi si aggiungeranno due nuovi campi, denominati a e b, i tre ristrutturati di Ortolani, Salviati e La Barbuta, due aree che saranno delocalizzate nello stesso municipio del Cesarina e Lombroso. Sarà prevista, infine, un’area di transito.

Ai nomadi che avranno l’autorizzazione – della durata di quattro anni – sarà consegnato un documento di autorizzazione allo stanziamento temporaneo (Dast). Saranno altresì avviate le operazioni di bonifica e recupero delle aree interessate dalla chiusura dei campi e completate le operazioni di censimento effettuate dalle forze dell’ordine in collaborazione con gli Uffici del Dipartimento V nei campi non autorizzati.

"Il piano Nomadi presentato oggi da Alemanno somiglia molto al gioco del Risiko con spostamenti di campi qui e là senza un quadro definito e realistico". Ad affermarlo in una nota il Consigliere comunela del Pd a Roma, Dario Nanni che critica apertamente le scelte dell’amministrazione. "La concentrazione di migliaia di nomadi in alcuni campi, non considerando i problemi e le difficoltá che questo comporterà, è lo specchio del fallimento della Destra su questi temi. Dopo 15 mesi che Alemanno governa, o meglio, prova a governare la città, continuiamo a sentir parlare di censimenti, di ricollocazioni, di interventi che verranno. In tutta la presentazione di questo ipotetico piano Alemanno non ha detto una parola rispetto ai costi che dovranno essere sostenuti" aggiunge Nanni. "A questo punto, due sono le ipotesi: o non nè fa menzione perchè non c’è la copertura finanziaria per effettuare gli interventi oppure Alemanno si vergogna di dire al suo elettorato che spenderà dei soldi per i campi nomadi dopo aver strumentalmente e senza mezzi termini detto in campagna elettorale e anche nei giorni seguenti alla sua elezione di voler eliminare tutti i campi nomadi e rispedire a casa 20.000 persone" conclude il consigliere del Pd al Campidoglio.
 


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