

Entro il 2026 l’Italia dovrà consegnare alla Uefa la lista definitiva delle città ospitanti. Un vincolo che spinge istituzioni e club a premere sull’acceleratore
Roma potrebbe giocare una partita doppia agli Europei del 2032. Non solo con la maglia della Nazionale in campo, ma anche con due stadi pronti a ospitare la competizione: l’intramontabile Olimpico e il futuro impianto della AS Roma a Pietralata.
L’ipotesi è emersa nel corso di una riunione riservata, giovedì 18 settembre, tra il sindaco Roberto Gualtieri, i vertici della Federcalcio, i rappresentanti della Uefa e la proprietà giallorossa, i Friedkin.
Dal summit, riferisce l’Ansa, sono arrivate sensazioni positive: il progetto per la nuova casa della Roma sembra destinato ad accelerare.
L’impianto di Pietralata, che sorgerà su terreni comunali, figura già tra i candidati a fianco dell’Olimpico nella lista degli stadi che l’Italia presenterà alla Uefa.
Per Euro 2032, che il nostro Paese ospiterà insieme alla Turchia, serviranno cinque impianti: un impegno enorme per un calcio che fa i conti con strutture datate e poco competitive. Al momento, solo lo Stadium della Juventus risponde pienamente agli standard richiesti dall’Uefa.
Secondo i piani condivisi da Roma Capitale e AS Roma, il nuovo stadio dovrebbe essere pronto per la stagione 2028/2029, dunque in tempo utile per il torneo.
Ma la scadenza vera incombe: entro il 2026 l’Italia dovrà consegnare alla Uefa la lista definitiva delle città ospitanti. Un vincolo che spinge istituzioni e club a premere sull’acceleratore.
E mentre il Paese arranca su progetti mai decollati, il cantiere di Pietralata potrebbe diventare l’unica vera novità infrastrutturale del calcio italiano. Una sfida che Roma sembra pronta a giocarsi fino in fondo, con due stadi e una candidatura che profuma già di storia.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.