

Raccontata la specificità territoriale di Pietralata nella Roma del Novecento
Si è tenuta nel pomeriggio di giovedì 31 maggio presso la sala teatro della scuola elementare “Vittorio Veneto” in via Pomona 9, la presentazione del libro di Emiliana Camarda dal titolo “Pietralata- Da campagna a isola di periferia”.
L’evento coordinato dal vice presidente del Municipio di Roma V, Antonio Medici ha visto la partecipazione tra gli altri della prof.essa Lidia Piccioni, Università di Roma La Sapienza, di Alfredo Martini, storico Irsifar, di Ivano Caradonna, Presidente del Municipio di Roma V, dell’assessore alle periferie del comune di Roma, Dante Pomponi oltre che della giovanissima autrice del libro, Emiliana Camarda.
L’appuntamento si è aperto con i ringraziamenti della collaboratrice del preside della scuola “Vittorio Veneto”, Zelia Antinori, la quale ha espresso parole di riconoscenza per la scelta del luogo dell’appuntamento. E’ poi seguito l’intervento di Caradonna che non solo ha ricordato il progetto del Campus universitario a Pietralata e del primo teatro stabile del Municipio, ma ha anche sottolineato con forza “l’importanza delle origini come ancora per tenerci vispi rispetto alla modernità”. Caradonna a tal fine ha ringraziato l’autrice la quale ha contribuito a trasmettere un pezzo di storia di Pietralata attraverso “un libro che parla del passato, ma legato fortemente al presente e soprattutto al futuro”.
L’architetto e storico urbano Severino ha successivamente evidenziato come Pietralata sia oggi al centro di un sommovimento urbanistico e di come in questa era di trasformazione sia indispensabile recuperare il passato. Severino, dopo aver brevemente inquadrato il libro, ha apprezzato come la Camarda sia stata attenta nello scavo delle fonti: oltre alle documentazioni ufficiali di archivio, l’autrice si è infatti servita di romanzi e racconti scritti e delle importantissime fonti orali rappresentate da persone che hanno vissuto le vicende del passato di Pietralata. L’uso scrupoloso delle fonti ha consentito la realizzazione, secondo l’architetto, di un buon lavoro a livello storico che ha svelato la natura originaria di Pietralata, nata dallo sradicamento sociale di alcuni cittadini trasportati in periferia tramite lo sventramento urbano fascista.
Lo storico Severino ha peraltro invitato l’autrice ad un approfondimento dell’aspetto urbanistico presente nell’ultima parte del libro.
La prof.essa Lidia Piccioni ha in seguito evidenziato il contesto in cui è nato il libro, frutto sia di un percorso comune di tipo interdisciplinare sviluppatosi nel “Laboratorio di storia urbana” della facoltà di Lettere e filosofia La Sapienza Roma, sia di un percorso individuale di genialità durata diversi anni. La Piccioni ha inoltre definito Roma “un mosaico di realtà differenti”, una città unitaria, composta però da tante sottoidentità territoriali fortemente radicate nelle coordinate spaziali di riferimento. “Capire Roma” ha aggiunto la Prof.essa “significa cercare di indagare la molteplicità territoriale presente soprattutto nei quartieri periferici, i quali spesso passano come non luoghi”.
Successivamente sono intervenuti Alfredo Martini che ha evidenziato il valore dell’uso della memoria, spiegando come l’interpretazione di un fatto storico avvenga sempre sulla base delle esperienze personali e l’autrice, Emiliana Camarda, che ha ringraziato in modo particolare i protagonisti delle storie riportate nel testo.
Infine ha preso parola l’assessore alle periferie del comune di Roma Dante Pomponi. “C’è bisogno di costruire e ricostruire le identità, poiché sulla base di queste ultime, si costruiscono le comunità” ha rimarcato Pomponi. “E’ importante continuare a raccontare quello che siamo stati, perché ciò consente di riempire i non luoghi di umanità e collettività. Questa è la soluzione all’individualismo e l’alternativa ai modelli che tendono ad escludere più che integrare”.
Dunque l’obiettivo della Camarda di voler trasformare la “città di pietra” in “città degli uomini”, emerso con forza nel libro, sembra essere stato raggiunto agli occhi di tutti i presenti.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.