Pinocchio al teatro Sistina

Dal 4 al 23 maggio a Roma, musical tutto italiano, a cura della compagnia della Rancia

E’ un Pinocchio un po’ insolito, quello sul palcoscenico del Sistina, dal 4 al 23 maggio 2010, musical tutto italiano, a cura della compagnia della Rancia.

Manuel Frattini, torna a vestire i panni del burattino più famoso del mondo. Lui stesso ha dichiarato che sarà Pinocchio per i prossimi cento anni.

Compito di Saverio Marconi, autore e regista dello spettacolo, è stato quello di trovare le cose che sono già nella favola. Il musical Il lavoro del teatro è quello che si scrive nell’acqua. Se non lo si vede, non lo si riesce a capire. Pinocchio il musical “ è lo spettacolo che ha segnato una svolta nella compagnia.”

E’ tutto molto italiano ma con un criterio di allestimento molto più internazionale. Nella tournèe estiva in Corea ha ottenuto un grande successo.

Pinocchio, parla della famiglia, del rapporto genitori figli. Fellini diceva che Pinocchio è come la Bibbia, quando apri il libro c’è sempre una frase, un racconto che ti invita alla riflessione.

Siamo abituati a vedere Geppetto, rappresentato come un nonno, in questo spettacolo è un quarantenne single, un po’ arido ed egoista. Tiene distante da sé tutti. Ha avuto una storia con Angela (nome della mamma di Collodi), bambina dai capelli turchini che rappresenta la magia, mamma dai capelli turchini che rappresenta la concretezza.

Come nasce questo Pinocchio? Il temporale ha buttato giù un pino. Una volta su quel pino, Angela e Geppetto avevano inciso un cuore.

Pinocchio nasce da quel pino, la sua nascita è legata ad un atto di egoismo, Geppetto costruisce il burattino come un oggetto e continua a pensare questo anche quando il pezzo di legno prende vita; quando qualcosa non va, lo revisiona subito.

Finisce lo spettacolo e Pinocchio si rende conto che Lucignolo è cresciuto, ha una fidanzatina e non vuole uscire con un bambino piccolo. Pinocchio chiede ai suoi genitori “Perché”? La loro risposta è “meglio rimanere piccoli perché da grandi ci sono un sacco di problemi”. Pinocchio a questo punto chiede alla Luna di tornare ad essere albero per crescere.

Si assiste alla trasformazione del burattino in bambino piccolo che ha bisogno di aiuto da parte dei genitori. Perché?

“Un figlio non è di proprietà dei genitori”. Bisogna insegnarli a “Studiare, lavorare, rispettare gli altri, saper affrontare i problemi e superarli”.

Il paese dei balocchi non è più un luna park, ma un posto in cui siamo andati tutti, una scuola dove però l’intervallo dura tutto l’anno. L’intervallo vuole rappresentare il periodo della vita di chiunque, in cui ognuno non fa niente.

Saverio Marconi, ha dichiarato che il suo paese dei Balocchi è stato il periodo in cui facendo l’attore voleva fare altro e così ha fondato La Compagnia della Rancia.

Per Manuel Frattini, invece è stato l’incontro con la compagnia della Rancia.

Le musiche sono dei Pooh e con esse hanno meglio rappresentato la storia per non farci dimenticare che Pinocchio è teatro musicale.

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