Pisacane, troppi rischi all’ingresso: petizione per l’allargamento del marciapiede

Raccolte 460 firme tra genitori, insegnanti, abitanti del quartiere e persino dagli studenti stessi, e consegnate al Municipio V e al Comune di Roma

Ogni mattina, in via di Acqua Bullicante 30, va in scena lo stesso copione. Davanti alla scuola Pisacane, oltre 600 bambini escono tutti insieme da un edificio che si affaccia su un marciapiede stretto, scomodo, insicuro.

Tra passeggini, zaini, genitori e motorini che sfrecciano a pochi metri, l’ingresso della scuola si trasforma in una piccola bolgia quotidiana.

Una scena che si ripete da anni. E che adesso la comunità scolastica ha deciso di raccontare, ancora una volta, ma stavolta con forza e numeri: una petizione popolare con 460 firme, raccolte tra genitori, insegnanti, abitanti del quartiere e persino dagli studenti stessi, è stata consegnata al Municipio V e al Comune di Roma. La richiesta è chiara: ampliare il marciapiede davanti all’istituto, garantendo un accesso sicuro e umano per chi, ogni giorno, varca quei cancelli.

Lo slogan scelto per accompagnare la mobilitazione – “Siamo il marciapiede che non c’è” – campeggiava su uno striscione colorato esposto davanti alla scuola. Un messaggio semplice e potente, che sintetizza il disagio e la frustrazione accumulati negli anni, a fronte di promesse mai mantenute.

È una condizione nota da tempo spiegano i promotori della petizione segnalata ripetutamente alle istituzioni, ma mai affrontata in modo risolutivo. L’ultima comunicazione parlava di una Conferenza di Servizi, ma da allora tutto è fermo”.

Eppure, i pericoli sono sotto gli occhi di tutti. La dirigente scolastica, lo scorso febbraio, ha perfino presentato un esposto alla Prefettura di Roma per denunciare pubblicamente la gravità della situazione. E mentre la burocrazia si perde tra tavoli tecnici e competenze divise, sono i bambini a farsi sentire.

A parlare, infatti, sono anche loro: gli alunni della Pisacane hanno scritto una lettera collettiva per spiegare, con parole semplici ma taglienti, cosa significa uscire da scuola in mezzo alla calca.

Il marciapiede è un po’ piccolo per tutti noi e per tutti i genitori che ci aspettano. Ci spingiamo, anche se non vogliamo. È difficile trovare subito i nostri genitori in mezzo a tutta quella confusione. E a volte ci sentiamo troppo vicini alla strada. E quello ci fa un po’ paura”.

Una voce innocente, ma cristallina. Più chiara di tante relazioni tecniche. La loro richiesta non è altro che un diritto elementare: spazio, sicurezza, attenzione.

La battaglia della Pisacane si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda tutte le scuole della capitale. Le cosiddette “strade scolastiche”, sostenute dalle direttive europee e da Roma Capitale, puntano a ridurre il traffico davanti agli istituti, migliorare l’aria e restituire spazio urbano a misura di bambino. Ma in via di Acqua Bullicante quelle linee guida sembrano ancora molto lontane.

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