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Più libri più liberi, Comune di Roma e Zerocalcare disertano l’inaugurazione

La decisione è stata comunicata nella tarda serata di mercoledì dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio

A poche ore dal taglio del nastro di “Più Libri Più Liberi”, la fiera della piccola e media editoria che apre oggi giovedì 4 dicembre alla Nuvola dell’Eur, arriva uno strappo inaspettato: Roma Capitale non sarà presente alla conferenza stampa inaugurale.

La decisione è stata comunicata nella tarda serata di mercoledì dall’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, al termine di due giorni di tensioni crescenti per la presenza, tra gli espositori, della casa editrice “Passaggio al Bosco”, considerata di estrema destra e in contrasto con i valori della manifestazione e della Costituzione.

Smeriglio: “Non possiamo legittimare un catalogo neofascista”

«Ci spiace, ma c’è un punto di dissenso che non possiamo ignorare», ha dichiarato Smeriglio, con una nota ripresa dall’agenzia Nova. «Non inaugureremo la fiera. Continueremo a sostenerla con convinzione, ma abbiamo un’idea diversa sulla gestione di un catalogo esplicitamente neofascista, razzista e antisemita».

Un messaggio chiaro, che arriva mentre cresceva il malcontento nel mondo culturale romano e nazionale.

La protesta degli intellettuali: in 100 firmano l’appello

A fare da detonatore alla vicenda è stata una lettera-appello firmata da circa 100 autori, scrittori, giornalisti, registi e artisti, indirizzata all’Associazione Italiana Editori. Nel testo, i firmatari hanno espresso stupore e indignazione per l’ammissione di “Passaggio al Bosco”, chiedendone l’esclusione immediata.

Tra loro anche nomi di primo piano: Alessandro Barbero, Christian Raimo, Antonio Scurati, oltre al fumettista romano Zerocalcare, che proprio martedì ha annunciato ufficialmente il suo rifiuto a partecipare alla fiera in segno di protesta.

Titoli e autori contestati: “Incompatibili con la nostra Costituzione”

Smeriglio ha ricordato alcuni dei titoli presenti nel catalogo della casa editrice, considerati inaccettabili:

  • il saggio su Corneliu Zelea Codreanu, leader ultranazionalista e antisemita romeno,

  • “Camerata, il mio onore si chiama fedeltà”,

  • una raccolta di discorsi di Benito Mussolini destinata agli istituti militari.

«Non c’entrano nulla con la tradizione della destra italiana» aggiunge l’assessore. «Per noi l’antifascismo non è un’opinione: è un vincolo costituzionale e un dovere verso Roma, medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza».

La presenza del Comune non viene revocata del tutto

Il Campidoglio non boicotterà completamente la manifestazione: le istituzioni culturali cittadine, in primis Biblioteche di Roma, resteranno presenti con i loro spazi e attività.

«È un atto di rispetto verso organizzatori, operatori e cittadini» conclude Smeriglio, ribadendo però la necessità di «linee chiare» sui confini della libertà editoriale all’interno di una fiera pubblica.

Il dibattito resta aperto, e la prima giornata dell’edizione 2024 di “Più Libri Più Liberi” si apre così già segnata da un caso politico e culturale destinato a far discutere.

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