Categorie: Libri e letteratura
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“Più libri, più liberi” vista da Valeria Radiconcini, scrittice esordiente

Intervista all'autrice 23enne, alla Fiera di Roma della Piccola e Media Editoria

L’avevamo intervistata durante la presentazione del suo libro a Villa Gordiani a settembre. L’abbiamo rincontrata allo stand  della “Progetto Cultura 2003” alla Fiera di Roma della Piccola e Media Editoria ‘Più libri, più liberi’ (dal 7 al 10 dicembre presso il Palazzo dei Congressi). E’ Valeria Radiconcini, la giovane scrittrice romana (23 anni) di “Jedelsian Arconero nell’Isola di Mezza Luna”.


Al nostro giornale aveva raccontato quali sono le difficoltà che incontra uno scrittore esordiente al suo primo lavoro, aveva dato dei consigli a giovani aspiranti scrittori e aveva parlato delle possibilità che Roma offre nel campo della piccola e media editoria. Quale migliore occasione di questa per riproporle le stesse domande e vedere se qualcosa è cambiato dai due mesi in cui l’abbiamo lasciata.


 


Nelle passate due edizioni della Fiera, anche lei, come i suoi coetanei, pagava il biglietto per entrare e perdersi in questa miriade di libri. Oggi invece il suo libro fa parte di quella miriade… Cosa significa per lei?


Devo ammettere che è decisamente emozionante trovarsi “dall’altra parte della barricata”. La cosa più bella però è vedere l’espressione di curiosità sul viso di chi prende in mano il tuo libro, non sai se lo comprerà, ma già vedere gli occhi attenti sulla copertina ti fa sapere che gli regalerai qualche ora serena di lettura.


 


Quanto puntano davvero sugli scrittori esordienti, giovani, le case editrici piccole e medie? Gli scrittori sconosciuti sono davvero la loro forza motrice?


Le piccole case editrici puntano praticamente tutto sugli esordienti, sempre a caccia di idee nuove. Spesso operano scelte cercando qualità e non solo il successo commerciale. Questa è una grande possibilità per molti di approdare alla prima pubblicazione, visto che i grandi editori difficilmente prendono in considerazione un’opera prima. Tutti gli autori cominciano in modo un po’ artigianale…


 


A suo avviso la Fiera può quindi essere un trampolino di lancio per giovani talenti che si vogliono far conoscere dagli editori?


Sicuramente la fiera è una buona occasione, i libri finiscono in tante case diverse e saranno letti da molte persone diverse. E soprattutto per le case editrici con una limitata distribuzione significa farsi conoscere da un grande pubblico e per l’autore si concretizza la possibilità di colpire sul serio l’immaginazione di qualcuno.


 


Ultima domanda… non può che riguardare il suo racconto… come è andata? I ragazzi l’hanno apprezzato? La ritroveremo l’anno prossimo con un nuovo libro? Magari con il prosieguo di Jedelsian…


Ancora non ho ricevuto pareri dai giovani lettori, ma alla Fiera ho lasciato loro la mia mail e spero arrivino presto commenti. Scoprirò con il tempo se qualcuno ha acquistato sul sito della casa editrice o alla libreria “Croce” il mio libro… Sto già lavorando per far vivere a Jedelsian altre avventure e per chi vorrà leggere ancora ci saranno grandi sorprese.


 


E allora non ci resta che augurarle tanta fortuna e soprattutto tanta fantasia che la continui ad “ispirare”…

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