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Placido presenta Puia, in scena con i ragazzi di San Luca

Il progetto “Aletheia” mette in relazione Tor Bella Monaca e la Locride, attraverso spettacoli e attività culturali nel territorio

Prosegue senza sosta l’impegno nell’ambito sociale del Teatro di Tor Bella Monaca che, tradizionalmente, accanto allo spettacolo ama rappresentare anche il mondo in cui viviamo. Un mondo spesso barbaro, insicuro, dove a volte si sopravvive a fatica, presi in trappola tra gli ingranaggi delle mafie, o semplicemente dalla fame o dalla disoccupazione. E’ per questo che lo spettacolo in programma per giovedì 16 e venerdì 17 ottobre, dal titolo “Puia”, non è solo un momento di teatro, ma anche di vita. Gli attori, infatti, sono giovani calabresi di San Luca (Reggio Calabria): un paesino nella locride che non di rado balza alla cronaca; e molto spesso, purtroppo, sulle pagine della “nera”. Una realtà, quella di San Luca, difficile da raccontare… ma dove non arrivano le parole, forse, può arrivare il teatro.

E’ dalle pagine di un meraviglioso Richard Bach – quelle che narrano le vicende de “Il Gabbiano Jonathan Livingston” – che prende vita questo spettacolo. Tra le righe di un testo storico, emblema di una società giovane, nuova, che cerca nelle parole, nei gesti di tutti i giorni, nella quotidianità, nuovi significati e nuove realtà. Bach ci insegna a parlare, ascoltare, toccare, anche quando i pregiudizi, le risa e gli insulti degli altri sembrano relegarci ai margini del mondo, alla periferia, in balia del vento e della fame. Parlare sempre, ascoltare sempre, toccare sempre, sorvolando il mondo e la vita e assaporandone ogni aspetto, con passione e amore, e riscoprendo il mondo pian piano, come in un risveglio. Sosteneva Marcel Proust che chi dorme si sottrae al tempo e allo spazio, e ad ogni risveglio è facile perdersi, smarrirsi nella realtà. Per Bach questa linea di confine tra reale e irreale (questo “filo del risveglio”, per Proust così delicato e pericoloso) è invece un momento libertà, un sentirsi di nuovo vivi nel mondo, dopo generazioni di sonno. Ogni paura, poi, semplicemente scompare.

Con questo progetto, denominato “Aletheia, TBM X San Luca”, Michele Placido crea un ponte virtuale tra due universi (due cieli potremmo dire) lontani e vicini allo stesso tempo: quello di San Luca, nella locride, e quello di Tor Bella Monaca, a Roma. Sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, dal Teatro di Roma, dal Comune di San Luca e dalla Prefettura di Reggio Calabria, il progetto Aletheia non si ferma allo spettacolo teatrale, ma vuole anche essere un punto di congiunzione duraturo tra le due realtà difficili di Roma e della locride. Attraverso il confronto e la formazione dei giovani, infatti, mira alla creazione di un territorio culturale virtuale attraverso cui programmare attività e spettacoli nel mondo di San Luca e in quello di Tor Bella Monaca.

 

 

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