

I picchetti dell'autotrasporto per l'aumento dei carburanti bloccano i tir provenienti dal Sud. Ciliegini e Piccadilly raddoppiati, Datterini a +200%
I bestioni della strada fermi lungo i nodi viari del Mezzogiorno e le produzioni agricole destinate a marcire nei cassoni si trasformano, nel giro di pochissime ore, in una stangata dolorosa per le tasche dei cittadini della Capitale.
Le ripercussioni della protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio si stanno abbattendo con inusitata violenza sulle quotazioni all’ingrosso e sui listini dei mercati di quartiere romani, dove trovare frutta e ortaggi freschi sta diventando un’impresa complessa e decisamente onerosa.
A scattare la fotografia di un’emergenza logistica che rischia di trasformarsi in una crisi dei consumi è l’Osservatorio del Centro Agroalimentare di Roma (Car), che segnala picchi speculativi sui prezzi e i primi segnali di vuoto negli approvvigionamenti tra l’area metropolitana e il sud della regione.
L’interruzione delle catene di distribuzione dalle campagne meridionali sta travolgendo in particolar modo le forniture di melanzane, peperoni, uva e soprattutto della gamma dei pomodori:
Datterini alle stelle (+200%): Sui banchi dell’ingrosso il pomodoro Datterino rosso ha toccato la quota record di 7,50 euro al chilo, a fronte dei 2,50 euro registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Ciliegini e Piccadilly raddoppiati: Per portarsi a casa un chilogrammo di Ciliegino o Piccadilly di provenienza siciliana occorre sborsare oltre 5 euro al chilo, esattamente il doppio rispetto a dodici mesi fa.
Peperoni e insalate in volata: I peperoni sfondano il muro dei 3 euro al chilo (partendo da una base di 2,30 euro), mentre le indivie salgono da 1,20 a 1,80 euro al chilo.
La stangata nei mercati rionali: Il travaso dei rincari al dettaglio è stato immediato: le zucchine sono schizzate nel giro di pochi giorni da 3 a 6 euro al chilo, mentre la verdura da cuocere è passata da 3 a 5 euro al chilo.
Per tamponare i buchi nell’offerta e consentire la continuità della spesa ai romani, la rete distributiva ha dovuto cercare sfogo nelle forniture estere:
Le opzioni oltreconfine: Nelle corsie del Car sono comparsi i pomodori a grappolo provenienti dall’Albania (commercializzati a circa 2 euro al chilo) e i peperoni in arrivo dalla Spagna (attorno ai 3,80 euro al chilo).
Il valore della filiera corta: Pur offrendo una via d’uscita per calibrare i prezzi, i prodotti stranieri faticano a incontrare il pieno gradimento dei consumatori tradizionalmente legati alla qualità del prodotto nazionale.
Il cordone di protezione locale: A limitare il collasso dell’offerta contribuiscono le produzioni di Lazio e Abruzzo con ortaggi a foglia, zucchine e melanzane, sebbene anche i listini locali risentano delle contrazioni causate dalle recenti ondate di calore estivo.
L’orizzonte tracciato dai tecnici del Car prospetta danni economici enormi per le aziende agricole del Sud, impossibilitate a spedire i propri raccolti, e il concreto pericolo di una stangata permanente sul carrello della spesa se i blocchi stradali dovessero proseguire.
Sulla vicenda sono intervenuti i vertici dell’ente di Linea. Il Presidente del Car, Valter Giammaria, ha ribadito l’importanza di salvaguardare contemporaneamente la sopravvivenza dei produttori e il potere d’acquisto dei cittadini.
Sulla stessa linea il Direttore Generale, Fabio Massimo Pallottini, che ha assicurato un monitoraggio continuo dei listini per contrastare qualsiasi speculazione all’ingrosso e fare da argine contro la pressione sui prezzi al dettaglio.
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