

"Il problema della sicurezza e legalità va disgiunto dal problema della casa, non si può semplificare usando il binomio sfrattato=violento"
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera inviataci dall’assessore al Commercio e LL. PP. Municipio VII Giuseppe Liberotti
La consigliera del VII Municipio Lorena Vinzi attraverso un volantino del “Popolo della Libertà”, ha divulgato nel quartiere di Tor Tre Teste una serie di notizie a mio vedere inesatte ed allarmistiche.
In tale volantino mi cita in merito ad una telefonata di cui vorrei chiarire la dinamica dei fatti. Nel tardo pomeriggio del 25 febbraio un cittadino (giovane imprenditore), si è presentato in Municipio comunicando la notizia che il Comune aveva acquisito per l’emergenza abitativa un palazzo in via Tineo ad un canone annuo di 7 milioni di euro. Mentre stavo cercando di approfondire la questione, il cittadino in questione mi ha passato al telefono con cui era in comunicazione, la consigliera Lorena Vinzi. Non essendo io al momento a conoscenza di quanto mi veniva riferito, con la mia abituale prudenza nata dall’esperienza, ho chiesto da quale fonte avesse ricevuto l’informazione per poterla poi approfondire e verificare, fornendo così risposte corrette al cittadino con cui stavo interloquendo.
Nel volantino la Vinzi riporta correttamente la mia richiesta ma poi, per propaganda elettorale, strumentalmente considera colpevole la mia serietà nel voler dare un’informazione corretta ai cittadini.
Per avere una corretta informazione ho dovuto attendere il 21 marzo 2008, giorno in cui il Dipartimento III, competente per materia, ha sottoscritto un contratto di locazione e gestione del fabbricato in Via Tineo per la realizzazione di un “ Centro di assistenza abitativa temporanea”, ad un canone annuo di 1.843.164 euro per 132 appartamenti +servizi ed aree comuni, per una superfice totale di 10.240 mq.; e un canone di gestione annua di 1.167.330 euro per servizi di portineria, vigilanza e gestione complessiva, pulizia parti comuni, manutenzione ordinaria e straordinaria e fornitura completa di tutti gli arredi per ogni appartamento.
La propaganda di questi giorni dimostra il contrario , volantini e manifestazioni privi di ogni riferimento reale al solo fine di fare demagogia.
La politica della casa dell’attuale maggioranza comunale prende avvio dalla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 110 del 23 maggio 2005, dove il Consiglio Comunale si dava le linee programmatiche sulle politiche abitative e sull’emergenza abitativa dell’area comunale romana.
Dalla attenta lettura della stessa è possibile ricavare molti spunti di riflessioni e una mappa degli interventi proposti dalla Delibera stessa. Tra i tanti interventi previsti esiste quello dei “Centri di assistenza abitativa temporanea”, da utilizzare quali interventi immediati e temporanei in presenza di sfratti ed in attesa che le persone in graduatoria abbiano l’alloggio definitivo.
Si tratta di un servizio rivolto alla cittadinanza in difficoltà abitativa, ovvero cittadini che per diverse problematiche ( perdita posto di lavoro – divorzio o separazione – grave malattia) si sono trovati a non poter pagare l’affitto e quindi ad incorrere nella misura dello sfratto. Gli stessi non avendo capacità economiche, data la crisi congiunturale, si sono trovati soli e in alcuni casi costretti ad indebitarsi o a coabitare con altri e qualche volta a vivere nelle proprie automobili. L’amministrazione comunale, consapevole di questa realtà sociale ed umana e comprendendo che esiste un lasso di tempo tra la domanda e l’assegnazione delle case popolari, ha ritenuto di creare a Roma appunto alcuni Centri di assistenza abitativa temporanei.
Ritornando al volantino della consigliera Vinzi, quando si parla di case assegnate a rom ed extracomunitari, si danno informazioni completamente errate, si drammatizza una problematica in modo tale che istiga alla discriminazione razziale e culturale. Il problema della sicurezza e legalità va disgiunto dal problema della casa, non si può semplificare usando il binomio sfrattato=violento. La politica sociale del Comune di Roma è sempre quella di “non lasciare solo nessuno” e ciò riguarda le persone, le famiglie, le minoranze. La domanda che ci poniamo è: dove sta nella nostra comunità locale lo spirito di accoglienza e solidarietà?
Non serve riempire i siti internet di immagini di chiesa, si rende necessario fare “la scelta degli ultimi”, cosi come ci testimoniano associazioni tipo Caritas e Comunità S. Egidio.
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