Prenestino, alla ricerca del verde perduto

Cosa sta succedendo al Pigneto, tra edilizia spregiudicata, Metro C e la distruzione di alberi e aree verdi
Gianluigi Polcaro - 3 Luglio 2015
parco Galafati

parco Galafati – particolare

C’è sempre meno verde nel V municipio, zona Pigneto. Quella che una volta era chiamata la “città giardino” del Prenestino è solo un ricordo. Speculazioni edilizie, opere pubbliche, difficile convivenza con l’edilizia privata hanno portato a distruggere molte aree verdi del quartiere e a mantenere solo alcune zone superstiti per un quadrante che resta tra i più popolosi della capitale.

È notizia di ieri (2 luglio) del blocco dei lavori presso il comprensorio di via Acqua Bullicante 248 dove stava per sorgere un centro commerciale LIDL, con parcheggi e quattro villini, e dove si è già proceduto a tagliare tutti gli alberi di alto busto presenti da mezzo secolo nella zona.

Dopo una diatriba durata un mese, in cui i comitati di quartiere e tutte le associazioni ambientaliste si sono opposte in ogni modo alla creazione di un’altra opera di cemento a discapito del verde, l’Assessorato alle Attività Produttive di Roma Capitale ha sospeso cautelativamente i lavori, a cui seguirà un’ordinanza di sospensione dal Presidente del Municipio V fino alla revoca della concessione edilizia. Quest’ultima era stata riconosciuta erroneamente in precedenza su un luogo assoggettato al vincolo paesaggistico “Ad duos lauros” che contraddistingue proprio il quartiere Prenestino. Si dovrà ora discutere sulla bonifica dell’area e su come adibirla ad area verde. Molte le proposte dalle associazioni di quartiere e di quelle ambientaliste che restano vigili sulla zona, visti i precedenti.bastelica3 (200x194)

Sempre in questi giorni (1 luglio) c’è stato l’incontro per il lago ex Snia Viscosa, con Goletta dei Laghi di Legambiente, il Forum Territoriale del Parco delle Energie e il CNR. L’obiettivo è, dopo 20 anni di battaglia per strappare l’area verde alle speculazioni commerciali ed edilizie, di chiedere alla Regione Lazio la qualifica di Monumento Naturale affinché il lago e la sua oasi vengano tutelati, così come l’intera zona ex Snia che deve essere qualificata come area di archeologia industriale. Ad oggi,la ex Snia Viscosa, compresa tra via Prenestina, via di Portonaccio e via di Casal Bertone, è l’unica area verde di grandi dimensioni della zona.

Vittoria a metà, invece, per l’associazione Genitori scuola Toti che ha visto finalmente alla luce, dopo la conclusione dei lavobastelica1 (627x640) (196x200) - Copiari per la Metro C, il nuovo giardino Angelo Galafati. L’area, antistante alla scuola Toti in via del Pigneto, ha visto l’inaugurazione e la messa a punto grazie all’intervento di residenti e genitori. Il complesso prevede un’area giochi per bambini, comprensiva di panchine, una pista ciclabile e un campo di calcetto in erba sintetica.

Non si è riuscito ancora a trovare un accordo per la gestione, apertura e chiusura del parco. Il servizio giardini del comune non ha ulteriori risorse per farlo e allora si è pensato all’Associazione Nazionale Polizia di Stato, ma il consiglio d’Istituto della scuola Toti, che doveva dare l’ok per l’utilizzo di locali scolastici all’associazione, non ha ritenuto percorribile questa via. Il problema è la notte, per via dei possibili bivacchi e vandalismi.

Niente da fare per la zona di piazza Malatesta, dopo la conclusione dei lavori Metro C. Il giardinetto che esisteva prima dei lavori non è riemerso in nessuna forma alternativa. La struttura di superficie della metro, che sembra rievocare un’architettura razionalista fascista, non ha previsto alcun genere di prato con alberi, se non qualche sporadico e superstite pino. Sono stati impiantati alcuni arbusti e alcune giovani palme, ma, per il momento, non ci sono aree di refrigerio riparate e a farne le spese è il personale Atac, che non ha zone di sosta all’ombra per la pausa, se non all’interno della stessa metro.

Nel frattempo altri due pini ultratrentennali sono stati abbattuti per motivi di sicurezza, durante i lavori di potatura in via Sampiero di Bastelica 72/74, in un comprensorio condominiale che vantava il suo pregio proprio nella fila di pini ben visibili anche dalla strada e che arriva fino all’asilo statale dell’istituto comprensivo “Dal Verme”.

L’abbattimento degli alberi deve andare di pari passo con le autorizzazioni a tagliare da parte delle autorità competenti, tenendo conto delle nidificazioni degli uccelli, che in questo periodo sono all’ordine del giorno e che comporta, per legge, il divieto del taglio dei grandi alberi, come è il caso degli storici pini romani. Come è stato riscontrato dal nostro reportage, però, solo dai cittadini a dalle associazioni specializzate proviene l’attenzione a curare gli interessi pubblici, che pungolano e si oppongono alla disorganizzazione e al colpevole immobilismo delle istituzioni.


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  Commenti: 1

  1. PROGRESSO ITALIANO


    QUALE VERDE PERDUTO? AVETE VILLA GORDIANI, IL FORTE PRENESTINO , IL COSIDDETTO PARCO DEL CASILINO 23, CERTO NON TUTTO , CHE QUELLO CHE CHIAMATE PARCO SOMAINI E’ DA EDIFICARE. STATE IN UNA MEGALOPOLI, CERCHIAMO DI NON AVERE LA MENTALITA’ PROVINCIALE DISFATTISTA !!! ANZI BATTETEVI DI EDIFICARE LA EX SNIA, MANTENENDO SI L’OTTIMO CENTRO SOCIALE, MA EDIFICARE SIGNIFICA LI’ AVERE GIARDINI , FONTANE E BELLE TORRI DA VERA METROPOLI CON PALAZZI DA 20-25 PIANI ATTORNIATI DA GIARDINI. BATTIAMOCI INVECE CHE I GIARDINI ATTUALI SONO LATRINE DI CHI VA CON IL CANE SCIOLTO( E’ SEMPRE UNA BESTIA CHE PUO’ AZZANNARE E ANCHE PEGGIO) W DWFWCANDO, CHE SE PULITO CON LA CARTA RIMANE IL MARCIUME MALEODORANTE. BATTIAMOCI CHE QUESTI ABBIANO DEI LORO PICCOLI SPAZI E LASCINO IN PACE I GIARDINI PR BAMBINI , ADULTI E ANZIANI.

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