

Poesia e dialetto nel Lazio: Tuscia meridionale e Campagna romana nord-occidentale
Dopo quella avvenuta Roma il 21 marzo, notevole successo ha riscosso la presentazione del libro “La regione invisibile. Poesia e dialetto nel Lazio: Tuscia meridionale e Campagna romana nord-occidentale”, di Silvia Graziotti e Vincenzo Luciani, avvenuta sabato 13 maggio 2006, presso la Sala delle Conferenze della Provincia di Viterbo, con la fattiva collaborazione della “Tuscia Dialettale” e sotto la regia del Dott.r Renato Cavallo.
Inattesa, ma graditissima, è stata la presenza del Signor Prefetto di Viterbo, Dottor Alessandro Giacchetti, il quale in suo breve saluto ha dimostrato grande sensibilità ed interesse nei confronti delle tradizioni storico-culturali della Provincia.
La manifestazione è stata aperta dall’Assessore del Comune di Viterbo Fosca Mauri Tasciotti, che, dopo aver rivolto un caloroso saluto ai presenti ha mostrato notevole apprezzamento per l’iniziativa.
Sono quindi intervenuti alla presentazione del libro della giovane viterbese, attenta studiosa di Dialettologia e Storia della Lingua Italiana, qualificati esperti del settore, quali il Prof. Ugo Vignuzzi, Ordinario della cattedra di “Dialettologia” all’Università di Roma “La Sapienza”, ed il Professor Cosma Siani, Ordinario di “Lingua e Letteratura Inglese” presso l’Università di Cassino.
Nei diversi interventi è stata illustrata l’importanza di studi di tal genere, volti alla tutela e alla salvaguardia dei patrimoni culturali e alla riscoperta delle radici di ciascuna comunità, al punto da poter essere valorizzati anche attraverso gli ambiti scolastici. Tali studi, naturalmente, vanno ormai concepiti all’interno di una prospettiva culturale più ampia, quella di una “Italia delle Italie”, una grande Patria che è il risultato di tante altre “Patrie”, più o meno piccole.
A detta dei due Docenti, la globalizzazione e la parcellizazione (o localizzazione) procedono parallelamente. Da qui il termine glocalizzazione: si risponde alla prospettiva globale con un’indagine localizzata, , come hanno cercato di fare gli stessi autori del volume in questione.
Il dialetto, inoltre, non ci fa correre il rischio di perdere le tracce storiche di intere comunità, anzi, ci aiuta a recuperarne le radici e le identità, in particolare se unito all’immediatezza della poesia.
L’autrice in particolare ha evidenziato gli aspetti storico-linguistici della poesia dialettale dell’area in questione, mentre il suo coautore, V. Luciani ha sottolineato le difficoltà incontrate nella selezione dei testi scelti e antologizzati, visto l’ampio, ma poco esplorato, patrimonio a disposizione degli studiosi. La bibliografia sull’argomento che arricchisce il testo, potrà essere utilissima per chi vorrà affrontare studi di tal genere.
Sono intervenuti anche molti poeti, gran parte dei quali soci della “Tuscia Dialettale”, i quali hanno letto o recitato poesie raccolte nel testo e non, rendendo così la partecipazione particolarmente interessante e vivace.
È stata auspicata e sollecitata la realizzazione di un successivo studio che dovrà riguardare la Tuscia settentrionale e aggiungere un ulteriore tassello, come ha affermato il Prof. U. Vignuzzi, che renda visibile un’area finora pressoché ignorata, nonostante ricchissima di storia e cultura.
Al termine della manifestazione a tutti i presenti è stata distribuita una copia del libro, realizzato con il contributo della Regione Lazio, e precedentemente già inviato a tutte le biblioteche della Regione.
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