

I comitati hanno parlato di cartelle legate a debiti vecchi di decenni, acconti mai chiariti, somme che secondo gli abitanti sarebbero ormai prescritte
Lettere arrivate in piena estate, tra luglio e agosto. Buste bianche con intestazione Ater Roma e un contenuto che ha gelato il sangue a decine di famiglie: 107 decreti di rilascio recapitati tra Primavalle e Torrevecchia. Per molti, la paura concreta di perdere la casa.
Le reazioni nei quartieri non si sono fatte attendere. I comitati hanno parlato di cartelle legate a debiti vecchi di decenni, acconti mai chiariti, somme che secondo gli abitanti sarebbero ormai prescritte. “Si rischia di colpire le persone più fragili – hanno denunciato – senza distinguere chi davvero ha bisogno da chi invece approfitta”.
Il clima di tensione ha spinto il XIV Municipio a muoversi rapidamente. Così, il 16 settembre, è stato convocato un tavolo straordinario con Ater, Dipartimento Patrimonio, Commissione Casa di Roma Capitale, servizi sociali e polizia locale. Un incontro nato con un obiettivo preciso: fare ordine e giustizia tra le carte, caso per caso.
“Bisogna essere inflessibili con furbi e delinquenti – ha dichiarato Yuri Trombetti, presidente della Commissione Casa – ma dobbiamo tutelare chi rientra nelle categorie protette”.
A ricordarlo è la legge regionale 1/2020, che all’articolo 149 prevede la possibilità di sospendere lo sfratto per anziani over 65, famiglie con minori e nuclei con persone disabili, purché accompagnati in un percorso con i servizi sociali.
Dietro le cifre ci sono i volti di chi vive nell’incertezza. Anziani che temono di non avere alternative, famiglie con bambini che rischiano di perdere la loro stabilità, persone fragili che vedono sgretolarsi l’unico punto fermo che avevano: la casa.
Per questo, al tavolo istituzionale è chiaro un punto: serve distinguere tra chi “ci marcia” – magari dichiarando disoccupazione e mostrando SUV sotto casa – e chi davvero non ha altra strada.
Un lavoro lungo, che deciderà il futuro di oltre cento famiglie e il destino di due quartieri già segnati da precarietà e tensioni sociali.
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