

Ieri 1 luglio, alle ore 16, in Campidoglio si è svolto il primo consiglio comunale con il giuramento del Sindaco Marino, la comunicazione ufficiale dei nuovi assessori e le elezioni del presidente e dei vicepresidenti d’aula.
Ad aprire i lavori l’inno di Mameli. Presenti tra i banchi dell’opposizione anche Alfio Marchini, Marcello De Vito e Gianni Alemanno. La prima elezione, a scrutinio segreto, ha eletto Mirko Coratti presidente del Consiglio Comunale con 33 voti, 4 al consigliere comunale Daniele Frongia (M5s), uno al consigliere Gemma Azuni (Sel), uno a Franco Marino (Lista civica Marino) e 10 schede bianche.
I consiglieri comunali Franco Marino (Lista civica Marino) con 22 voti e Giordano Tredicine (Pdl) con 14 sono stati invece eletti vice presidenti dell’Assemblea capitolina. Il consigliere Marino avrà funzioni vicarie.
A coadiuvare il lavoro di presidente e vicepresidenti dell’aula Giulio Cesare saranno l’esponente di Sel Azuni, per la maggioranza, e Dario Rossin, Fratelli d’Italia, per l’opposizione.
Nel suo discorso d’apertura Marino apre all’opposizione parlando di decisioni condivise e chiede ai cittadini di partecipare attivivamente alla gestione politica della città.
“Per risolvere tanti annosi problemi di questa magnifica città -ha detto Marino – serve anche l’impegno dei romani. Abbiamo bisogno di cittadini capaci di indignarsi, di denunciare cose che non vanno” e al tempo stesso “che si sentano parte di una comunità”.
Parole di apprezzamento al discorso del primo cittadino arrivano direttamente da Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd nell’assemblea capitolina.
“D’ora in poi – ha detto D’Ausilio – le nuove parole d’ordine per la città saranno “Roma ai romani”. Il sindaco Ignazio Marino è riuscito a fare, nel giorno del suo giuramento, un discorso di ampio respiro che restituisce dignità alla politica e capacità di far sognare ai cittadini. Parole evocative che servono a tutti noi per far ripartire la città e per trovare quella forza necessaria a “rimanere per ricostruire” di cui ha parlato il sindaco.
Giusto inaugurare questa prima seduta all’insegna della speranza e dell’indignazione, senza la quale come ha ben sottolineato Marino, si rischia di cadere nella rassegnazione. Un discorso politico che è riuscito a tracciare, con grande onestà intellettuale, il percorso per una missione che si fa di nuovo collettiva. Roma “ridiventerà se stessa” e tornerà ad essere la capitale di tutti e per tutti. Buon lavoro all’intero ufficio di presidenza dell’assemblea capitolina eletto oggi e buon lavoro a tutta la giunta e al consiglio”.
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