

Fatti e misfatti di aprile 2013
Primo: non minimizzare
“L’uomo il quale ha sparato davanti a Palazzo Chigi mentre il nuovo Governo stava giurando al Quirinale davanti al Capo dello Stato – è stata subito la versione ufficiale – è da tempo affetto da turbe psichiche”.
Attenzione, però. Il fratello ha dichiarato, invece, che è sempre stato sano di mente, il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia Nicola Tanzi ha voluto ricordare che anche negli Anni 70 iniziarono attaccando le forze dell’ordine e poi la violenza si indirizzò contro lo Stato, uno dei tanti cittadini “5 stelle” ha lasciato, sul “blog” di Beppe Grillo, questo testuale commento: “Ma dico io, se devi uccidere qualcuno a Montecitorio, non sparare ai carabinieri e ai passanti, ma vacci con le idee chiare, no?”. Nessun allarmismo, per carità, e nessuna previsione apocalittica. Attenzione, però, a non sottovalutare quel gesto. A non qualificarlo frettolosamente folle. E, anche se di un folle questa volta possa essere stato, a non ritenere con sicumerica certezza che gesti simili – in una situazione economica, sociale, avvelenata come quella di oggi – possano ispirare e armare la mano di menti invece lucidissime.La storia, purtroppo, sta lì a testimoniare ben drammatici episodi. Il neoministro all’Interno, Angelino Alfano, non farebbe male a darle una ripassatina. Pazzo o non pazzo lo sparatore davanti a Palazzo Chigi.
C’è del marcio in quel Dpr
“Se uno decidesse di donare, ad esempio, 100 mila euro ad un Istituto oncologico di ricerca, potrebbe l’anno dopo portare in detrazione nella dichiarazione Irpef – ai sensi del Dpr numero 917 del 22 dicembre 1986 – 392 euro e 50 centesimi”
Meglio di niente, certo. Però, se uno decidesse di donare 100 mila euro ad un qualsiasi partito politico, potrebbe l’anno dopo portare in detrazione nella dichiarazione Irpef – sempre ai sensi del Dpr numero 917 del 22 dicembre 1986 – nientemeno che 19 mila euro. Come dire: chi dona ad un qualsiasi partito politico è persona di gran lunga più lodevole e più degna di ricompensa di una persona che doni ad un Istituto oncologico di ricerca. C’è del marcio, sicuramente, in quel Dpr numero 917 del 22 dicembre 1986. E tanta Italia dei cachi.
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