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Proposta di legge per una Consulta Femminile

Istituire alla Regione Lazio un osservatorio permanente di genere su donne e media

Dopo due giorni di seminario su donne e media promosso dal Gruppo Pluralismo, Informazione e Comunicazione della Consulta Femminile regionale per le Pari Opportunità del Lazio è emersa la proposta di legge regionale per l’istituzione di un Osservatorio permanente di genere con funzioni di monitoraggio, controllo e proposta sulla comunicazione dell’immagine e del ruolo femminile nell’ambito del variegato universo dei media. Si tratta di un Osservatorio già presente in altre regioni della penisola, come in Puglia e in Liguria, e che promuove, come nel caso della Puglia, tutte le iniziative tese a realizzare la piena parità tra cittadini, uomini e donne e rimuove ostacoli di diritto e di fatto che impediscono il pieno sviluppo della personalità della donna nella sua effettiva partecipazione alla organizzazione politica, economica, sociale e del lavoro.

Il seminario, svoltosi nelle giornate del 28 e 29 maggio, ha visto la partecipazione di molti rappresentanti del mondo dell’informazione. Hanno inoltre dato il proprio supporto alcuni componenti della Commissione di vigilanza Rai, e un sostegno concreto ai lavori è giunto anche dal vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Astorre, dalla vice segretaria dell’Associazione Stampa Romana, Beatrice Curci, dalla promotrice dell’appello “Donne e Media”, Gabriella Cims, e dalla responsabile “Donne e Media” del Comitato “Pari e Dispare”, Serena Dinelli. Fondamentale, inoltre, il contributo delle due ospiti straniere, Montserrat Minobis, Barcellona, presidente Red Mediterania, e Nadia Lahmaidi, coordinatrice Reseau Journalistes Marocaines avec perspective de genre, Casablanca.

Donatina Persichetti, presidente della Consulta Femminile del Lazio, si ritiene soddisfatta dell’operato: “Proprio dal confronto con le esperienze riportate da Minobis e Lahmaidi – ha dichiarato – abbiamo avuto conferma di quanto la situazione italiana e regionale per quel che ci compete, necessitino di un intervento concreto che ponga paletti e stabilisca filtri attraverso i quali veicolare l’immagine femminile su giornali, tv e media in generale. L’istituzione per legge di uno strumento come l’Osservatorio permanente di genere rappresenterebbe un contributo sostanziale alla proposizione di un’immagine femminile corretta e rispettosa. Ci auguriamo che il nostro lavoro, unito a quello delle associazioni femminile, a quelle della stampa e al fondamentale appoggio dei consiglieri regionali, ci consenta di raggiungere questo importante obiettivo”.

La Coordinatrice del Gruppo Informazione della Consulta Femminile, Nella Condorelli, ha sottolineato come la presenza di due ospiti straniere sia stata estremamente significativa e utile perché ha consentito di accedere a documentazione e riferimenti legislativi estremamente interessanti, nonché di andare incontro alla vocazione mediterranea della nostra Regione. La Condorelli ha infatti spiegato che tra tutte le regioni è quella con il più alto tasso di donne immigrate imprenditrici praticamente invisibili sui media. “Abbiamo inoltre avuto occasione – ha illustrato la Coordinatrice – di comprendere e sviluppare meglio le possibilità di relazione fra gli osservatori locali e tra questi e quelli nazionali con particolare riferimento ai sistemi informativi pubblici, senza tralasciare il ruolo strategico degli osservatori indipendenti che, attraverso attività di monitoraggio e propositiva, possono fornire un contributo fondamentale al lavoro delle istituzioni”. Al seminario era presente anche Patrizia Germini, vicepresidente della Consulta femminile del Lazio, la quale ha tenuto a precisare la fondamentale importanza di definire un percorso di educazione/formazione da rivolgere alla cittadinanza per sensibilizzarla ad una lettura attenta e critica dei messaggi, spesso subliminali, attraverso i quali passa l’immagine femminile riportata dai mezzi di comunicazione di massa.

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