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Proroga degli sfratti fino al 31 dicembre. Ignorati quelli per morosità

Il Sunia: un atto dovuto ma, ancora una volta, si ignora il dramma di migliaia di famiglie sfrattate perché non riescono a pagare affitti stellari

"II decreto milleproroghe – afferma in un comunicato del 26 febbraio 2011 il Sunia (Sindacato Unitario Inquilini e assegnatari) – è stato convertito in legge e l’esecuzione degli sfratti per finita locazione, che colpiscono le famiglie più deboli, è sospesa sino al 31 dicembre 2011. Un atto dovuto che arriva con tre mesi di ritardo per grave responsabilità del Governo che non
ha voluto inserirlo nel testo originario e che comunque è di rilievo parziale e insufficiente.

Questo conferma l’inconsistenza assoluta delle politiche abitative del Governo, fatte di molti annunci e di nessun risultato concreto. La soluzione adottata è deludente e preoccupa grandemente come ancora una volta venga ignorato il fatto che la distanza tra i redditi degli inquilini e gli affitti richiesti dal mercato sta producendo una marea di sfratti per morosità, alimentata da una crisi gravissima che, come sempre, colpisce i più deboli.

150.000 sono le famiglie che perderanno casa nei prossimi tre anni per morosità ed il Governo continua a far finta di niente. Questa tendenza sarà ulteriormente aggravata dalla scellerata misura del Governo che nella finanziaria 2011 ha, di fatto, quasi eliminato il Fondo sociale di sostegno all’affitto precipitato all’irrisorio stanziamento di 38milioni, nello stesso momento in cui con la prossima introduzione della cedolare secca si regalano alla proprietà 2miliardi di euro e nemmeno un euro viene destinato, col pacchetto di misure del cosiddetto Federalismo fiscale, alle detrazioni per l’inquilino e al Fondo sociale.

Non ci si può nascondere dietro la proroga parziale oggi varata: l’emergenza morosità richiede misure mirate con carattere di immediatezza a favore delle famiglie colpite dalla
grave crisi sociale, che mai come oggi, dopo la sostanziale scomparsa del Fondo sociale, sono state abbandonate senza alcuna rete di protezione e ammortizzatore alla pesante
crisi degli affitti".

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