

Con la concorrenza delle ragazze dell'Est le tariffe oscillano dai dieci ai cinquanta euro
Un’indagine della Asl Rm E presentata al Congresso dell’Anlaids afferma che la prostituzione a Roma è sempre più a buon mercato. Più arrivano ragazze dall’Est più scendono le richieste economiche delle prostitute. Ormai la tariffa oscilla, a seconda della prestazione, da un minimo di dieci euro a un massimo di cinquanta.
"Che l’argomento prostituzione in questa città abbia sempre sollecitato una serie di riflessioni che spesso dividono l’opinione pubblica è fuori discussione. Il decreto del Ministro delle Pari Opportunità e la delibera del Campidoglio (quando sarà approvata) – dichiara il presidente del gruppo PDL nel XV Municipio Marco Palma – pongono certamente all’attenzione uno dei problemi legati da un lato allo sfruttamento delle persone e dall’altro un problema di sicurezza per i cittadini e di decoro urbano. Rispetto a questo stato di cose abbiamo ritenuto opportuno di dover redigere un questionario fatto di quattro domande dove chiediamo valutazioni sia sullo stato di cose fino ad oggi e se sia sufficiente eliminare la prostituzione dalla strada per risolvere il problema.
Certo, quanto accade oggi dalla Salaria alla Portuense, passando per viale Marconi (dopo il ponte verso l’Eur) è una vergogna: si tratta, però, di dare una risposta di più ampio respiro rispetto ad un problema che non è solo di carattere morale ma che ha elementi di sfruttamento legato alla criminalità organizzata e di natura sociale rispetto alla diffusione di malattie".
"Inoltre – prosegue Palma – chiediamo proposte operative e valutazioni sull’atteggiamento di molta carta stampata in merito alla pubblicazione di annunci che celano palesi attività di commercio sessuale all’interno delle abitazioni in ogni quartiere di questa città, che poi però è sempre pronta a gridare allo scandalo quando viene scoperta una casa a luci rosse".
Un dato emerso sempre all’interno dell’indagine della Asl Rm E è stato quello di evidenziare come sempre più diffuso sia il sesso a pagamento "insospettabile", ovvero quello di giovani signore, impiegate, professioniste e studentesse. Ma anche di giovani studenti. In questo caso le tariffe sono in crescita. I rapporti avvengono sempre in appartamenti presi in affitto singolarmente o da piccoli "consorzi" di donne. L’importante è non farsi scoprire dal condominio.
Delle prostitute in strada: su dieci, solo una è italiana. E sempre su dieci, almeno otto sono schiave e cioè con un protettore violento e che in pratica le tiene prigioniere. Il numero più alto è delle ragazze dell’Est, seguono quelle dell’Africa centrale e del Sud America. Otto clienti su dieci chiedono di avere un rapporto senza preservativo. Naturalmente la prostituta che accetta fa salire il prezzo che raggiunge anche i cento euro.
"Ritengo – conclude Palma – che nei prossimi giorni dopo aver avviato questa iniziativa e raccolto i primi dati, potremo dare un nostro modestissimo contributo attraverso la conoscenza del parere dei nostri cittadini".
Ad oggi nel 2008, il problema della prostituzione nelle strade romane è diventato un problema enorme che affligge tutti i cittadini e i loro figli che sono costretti a vivere un disagio poco controllabile e di difficile risoluzione soprattutto in alcuni quartieri e strade di veloce scorrimento.
Per questo, si deve cercare di sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica per far si che ci siano leggi e tutele a favore di tutti noi.
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