Proteste a La Sapienza contro la Banca di Roma

Per le transazioni nella compravendita di armi

“I nostri soldi per il loro sangue”. Questo non è il titolo di un thriller di Faletti , ma è lo slogan coniato dagli studenti della Sapienza di Roma che, venerdì 4 novembre, hanno manifestato dinanzi all’agenzia della Banca di Roma, all’interno della Città Universitaria.

Alcuni studenti hanno scoperto, infatti, analizzando i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che la Banca di Roma, attraverso la quale vengono pagate le tasse universitarie, viene utilizzata per le transazioni commerciali nella compravendita di armi.
I paesi, a cui questi soldi sono destinati, sono tutti paesi in guerra. “India, Pakistan, Usa, Maleysia uccidono ogni giorno con armi che, anche noi studenti, consentiamo di acquistare!” dichiarano scandalizzati alcuni dei presenti.

“Parte degli introiti – rivela uno studente di antropologia – forse sono utilizzati anche per la fabbricazione di armi illegali. Sono stato in Angola ed ho visto mine antiuomo made in Italy. E sappiamo bene cosa succede alle mine antiuomo inesplose. Prima o poi ritornano in superficie e scoppiando fanno saltare in aria qualche bimbo sciagurato che si trova a passare di lì.”

Gli studenti hanno chiesto al rettore Guarini di non rinnovare il contratto, in scadenza, con la Banca di Roma.

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