Prove di giornalismo sul campo all’Ambrosoli

Tre studenti si esercitano come cronisti per le vie di Centocelle. Gli articoli e le interviste
Redazione - 18 Maggio 2017

Prove di giornalismo sul campo all’Ambrosoli. Il 27 aprile tre studenti, nell’ambito di un Progetto condotto da Vale Roma, si sono esercitati come cronisti sul campo per le vie del quartiere ed ecco il frutto del loro lavoro.

 

L’ARTICOLO DI CHIARA BERNABEI

Nella mattinata del 27 aprile 2017, partendo dall’Istituto Giorgio Ambrosoli in viale della Primavera 207 a Centocelle nel V municipio, sono state effettuate delle interviste ai titolari di negozi storici di via dei Platani e via dei Castani.

Riportiamo qui di seguito l’intervista al dottor Ilario Marchetti della omonima farmacia in piazza dei Mirti.

Dottor Marchetti come si sono evoluti, in questi anni, la sua farmacia e il quartiere?

La Farmacia è nata nel 1930 e stava in via Tor de Schiavi, perché qui c’erano tutti prati. Poi nel 1950 si è trasferita in piazza dei Mirti, dove siamo ora. Lo sviluppo del quartiere è cominciato nel 1955, e dal ’60 in poi ha preso il via. Importante per Centocelle è stato l’aeroporto perché polo di aggregazione. Centocelle se guardate bene verso l’aeroporto ha tutte le case con due, massimo 3 piani, per permettere agli aerei di decollare e atterrare senza problemi. La zona si sviluppa grazie a piazza dei Mirti perché c’era il trenino che arrivava da Pantano Romano e faceva una deviazione qui, per questo la piazza è diventata la più importante. La seconda piazza che si è sviluppata è stata piazza dei Gerani.

La linea C della metropolitana ha creato dei problemi alla sua attività, ma poi, con la conclusione ha portato dei vantaggi?

Durante la realizzazione, problemi grossissimi perché praticamente siamo stati 8/9 anni con le barricate qua e la gente non sapeva più neanche che qui c’era la farmacia. Chi veniva da di là non poteva attraversare e quindi per noi è stato molto difficoltoso e ha creato praticamente un frattura tra questa zona e l’altra zona, così come anche i parcheggi. Poi una volta liberato il cantiere si è ripristinato il via vai, e oggi, tutto sommato, è una piazza abbastanza frequentata.

L’ultima domanda, qual è il segreto del successo della sua attività?

Beh, lo ripeto, questa è la prima farmacia del quartiere, ed è stata sempre una farmacia di riferimento per due ragioni: la prima è stata la presenza sul polo di aggregazione in una piazza dove convergono tutte le strade, la seconda cosa è il nostro offrirci a disposizione del cliente e saper trovare e avere i medicinali necessari alle persone. Bisogna saper dare anche informazioni che non c’entrano con i medicinali. Ad esempio se chiedono informazioni sul altri medici è necessario saperle dare indicazioni ed essere sempre disponibili e al servizio dei clienti.

Il dottor Marchetti concludendo l’intervista ci ha mostrato un quadretto dove c’era scritto: “La cosa più brutta che ce sia / è spenne i soldi in farmacia”, opera di un vecchio cliente, a cui viene risposto così: “Però così dichiara l’omo accorto / è meglio dalli qui che al baccamorto”.

 

ARTICOLO DI GIADA LIN

I giornalisti 2.0 del Giorgio Ambrosoli, muniti del loro telefono per registrare anche punti e virgole, sono diretti oggi ad intervistare tre negozi storici di Centocelle. Iniziamo la nostra avventura con “Disco più” in via dei Platani, 37.

– Buongiorno, sono una studentessa dell’istituto Giorgio Ambrosoli, mi chiamo Giada e sto lavorando ad un progetto con la scuola che consiste nell’intervistare i titolari di negozi storici del quartiere. Posso rubarle un po’ del suo tempo per farle qualche domanda?

– Certo, va benissimo!

– Quando nasce questo negozio?

– Nel 1990

– Dal 1990 ad oggi quali cambiamenti ci sono stati?

– Beh, tantissimi, direi epocali! Le dinamiche con cui ci si approcciava a questo mestiere 25 anni fa, per esempio, sono cambiate rispetto ad oggi. Il negozio di per sé è cambiato, in quanto ormai è diventato un negozio di antiquariato!

– Addirittura! Lei signor Fabio, è il titolare del negozio?

– Sì sì, assolutamente, mi chiamo Fabio Mosera.

– Ah dunque lei è il figlio del signor Sergio Mosera, il titolare della storica libreria “Arethusa”! La domanda mi sorge spontanea allora, come mai ha deciso di aprire un negozio di dischi? I libri non l’appassionavano?

– Forse sì.. ma avevo quest’altra passione per la musica fin da quando ero piccolo, e anche perché poi ci si è presentata l’occasione di aprire questo negozio e l’abbiamo colta.

– Ecco, tornando al suo negozio, la tecnologia che impatto ha avuto sul suo lavoro? Oggigiorno è facile scaricare musica online, masterizzare cd, no?

– Sicuramente non ha avuto un impatto positivo, inoltre il nostro settore è un settore “a tempo”, ovvero purtroppo un giorno avrà una fine, e bisogna sempre saper offrire cose nuove e diverse, nonostante qui a Centocelle ci sia stata una “selezione della specie” e siamo rimasti in pochi ancora aperti.

– E quali sono i punti di forza del suo negozio? Vende solo cd e vinili o anche biglietti per i concerti?

– Molti ce lo chiedono, ma non vendiamo i biglietti per i concerti, per il semplice fatto se la gente cerca una sorta di fatturato deve cercarlo in un posto dove si occupano solo di quel business. Ma per il resto, sì posso dire che i vinili sono sicuramente il nostro punto di forza.

– Anche giovani li comprano?

– Dipende, quelli che hanno un esempio del papà, o comunque qualcuno che li abbia introdotto sul valore di un vinile. Se però non si dispone di questa “guida”, un ragazzino d’oggi potrebbe anche non sapere che cosìè e quali vantaggi offre un vinile.

– Ma entrando nel personale, prima abbiamo “rivelato” l’identità dei suoi genitori. Com’è il rapporto con loro?

– Belli, soprattutto con l’avanzare del tempo il rapporto è migliorato come ogni altro rapporto ed ovviamente mi hanno appoggiato nell’apertura del negozio.

– E lei ha dei figli? E se sì, ha trasmesso loro la sua passione?

– Sì, ho due figli, ma purtroppo non è stato facile trasmettergliela, perché per loro che sono ancora adolescenti la musica è quella che si trova su YouTube, o che comunque si ascolta online. sono nati in un’epoca in cui la tua importanza si basa sul numero di followers che hai su un social. E purtroppo in quest’epoca anche il modo di fare e percepire la musica è cambiata. Mia figlia per esempio adora la musica, ma purtroppo l’ascolta su Internet.

– Quindi diciamo che questa risposta si collega con la domanda di prima, sull’impatto che ha avuto la tecnologia sul suo negozio..

– Esatto, perché la tecnologia sta distruggendo tutto..

– Distruggendo o cambiando?

– Distruggendo, decisamente, e noi adesso non ce ne rendiamo conto, ma fra dieci anni queste strade saranno buie, i negozi non esisteranno più, il commercio di prossimità non esisterà più e lavoreremo per le multinazionali. Per questo non invidio voi ragazzi, perché per voi il futuro sarà più difficile!

– E quale consiglio vorrebbe darci in merito a ciò?

– Beh, grazie alla globalizzazione, se io fossi in voi mi laurerei, andrei via e cercherei un paese più smart, dove se meriti vai avanti.

– Avendo aperto questo discorso sulla globalizzazione, se lei dovesse un giorno chiudere il negozio, andrebbe all’estero?

– Assolutamente sì, io ho l’affare nel sangue. Purtroppo devo dire che qui in Italia non investirei nemmeno un euro, perché ho capito quello che hanno capito le altre multinazionali, che qui non c’è business.

– Ma se la pensa davvero così, come mai non è già andato all’estero?

– Eh bella domanda! Ho una moglie e due figli che appunto sono già adolescenti, non potrei mai privarli della vita che hanno qui, delle amicizie e altro.

– Chiaro! Va bene, grazie mille del suo tempo e la sua disponibilità!

– Di nulla, grazie a voi, buona giornata!

 

ARTICOLO DI ELEONORA ROMITO

Giornalisti per un giorno: alla scoperta dei segreti di Centocelle. Il 27 aprile gli studenti di due classi dell’ Istituto Tecnico Giorgio Ambrosoli sono diventati fotografi e giornalisti.

Sono andati in giro per il nostro quartiere e hanno visto e conosciuto cose e persone nuove. Tutto questo fa parte del progetto Vale Roma per valorizzare questo territorio e far conoscere, soprattutto alle nuove generazioni, le bellezze che ha da offrire.

Il gruppo dei giornalisti 2.0 si è soffermato soprattutto in alcuni fra i negozi più antichi tra cui un negozio di dischi, Discopiù, l’Emporio di Fabio Coccia (nella foto a sinistra), una farmacia, la Farmacia Marchetti e un negozio di abbigliamento per spose, Dorian’s e uno di fantasiosi articoli da regalo, El Deseo (Foto a destra).

Gli aspiranti giornalisti hanno intervistato i proprietari di questi negozi, ognuno diverso dall’altro, ognuno con una sua storia interessante. Grazie ai negozianti i ragazzi sono riusciti a conoscere alcune storie del quartiere e di come Centocelle è cambiata nel corso del tempo.

Ogni negozio ha la sua particolarità ed è stato bello vedere come la passione unita alla volontà ha portato queste persone a mandare avanti un’attività per così tanto tempo, nonostante tutte le difficoltà che il cambiamento generazionale ha portato.

È stato bello vedere come un negozio di dischi in vinile sia ancora aperto oggi, nonostante siano poche le persone a conoscere questa, ormai passata, forma per appassionarsi alla musica.

Fa sorridere quando il dottor Marchetti dell’omonima farmacia racconta di tutti i legami che si sono formati nel tempo con i negozi vicini o con i clienti.

Sulla strada per tornare a scuola le ragazze  si sono volute fermare in un negozio di vestiti da sposa, anche esso aperto da molti anni, e si sono fatte raccontare un po’ ad esempio la storia di una sposa in crisi che deve scegliere il suo vestito e di tutte le emozioni e delle lacrime versate.

Il nostro quartiere ha tanto da dare e da raccontare; basta solo saper cercare nei posti giusti e porre le domande giuste.

Il compito fondamentale del giornalista è proprio quello di ricercare e di raccontare queste storie e, naturalmente, di saper fare le domande giuste.


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