Punti ristoro a difesa delle aree verdi del IV municipio: ecco il bando per 16 nuove aperture

Dalla metro Santa Maria del Soccorso al Parco Petroselli: concessioni decennali in cambio di manutenzione e pulizia delle aree verdi

Un progetto che intreccia riattivazione degli spazi pubblici, decoro urbano e microeconomia di quartiere. Con un nuovo bando pubblico, Roma Capitale punta a disseminare chioschi per la vendita di bevande in parchi, piazze e nodi strategici della città, affidandoli a concessionari privati chiamati non solo a fare impresa, ma anche a prendersi cura del contesto circostante.

Le postazioni individuate dall’amministrazione sono state suddivise in due fasce di canone annuo, calibrate sulla base della collocazione e della potenziale frequentazione.

Le 16 aree individuate e i costi

La prima, pari a 1.589 euro l’anno, riguarda aree a vocazione prevalentemente residenziale o di prossimità: dai pressi della stazione metro di Santa Maria del Soccorso — dove il chiosco sorgerà nell’area di una ex edicola — fino a numerosi parchi e spazi verdi, come quelli di viale Ferdinando Santi, del Parco Petroselli in via Cartesio e del Parco Nuovo Auspicio.

Rientrano in questa fascia anche piazze e strade di quartieri come Settecamini e Ponte Mammolo, oltre a zone a forte presenza di uffici e attività produttive, come via del Tecnopolo. Completano l’elenco alcune vie secondarie, tra cui via Pergola, via Zanardini e via Tommaso Smith.

La seconda fascia, con un canone leggermente più elevato — 1.739 euro annui — interessa invece aree considerate di maggiore attrattività o valore urbano, come Piazza Smart, il Parco dell’Acqua Virgo, il Parco Meda – Andrea Campagna e la nuova “Rambla”, uno degli interventi più recenti di riqualificazione dello spazio pubblico.

Regole e doveri del concessionario

Le concessioni avranno una durata di dieci anni, una scelta pensata per offrire agli operatori un orizzonte temporale sufficiente a rendere sostenibili gli investimenti iniziali.

Le strutture dovranno essere leggere e di dimensioni contenute, con una superficie massima di 12 metri quadrati, e potranno ospitare esclusivamente la vendita di bibite e bevande. È esclusa qualsiasi attività di preparazione alimentare complessa o di laboratorio.

Accanto alle opportunità, il bando introduce obblighi stringenti. I concessionari saranno infatti responsabili non solo della gestione del chiosco, ma anche della pulizia e della manutenzione — sia ordinaria che straordinaria — dell’area verde o dello spazio pubblico circostante.

Un modello che affida al gestore un ruolo di presidio permanente, con l’obiettivo dichiarato di contrastare degrado e vandalismi attraverso la presenza quotidiana.

Il “dietro le quinte” del bando

Non tutte le localizzazioni inizialmente ipotizzate sono però confluite nella versione finale del piano. Alcune aree, come Quintiliani e Casal Tidei, sono state escluse dopo i sopralluoghi tecnici perché giudicate non idonee dal punto di vista amministrativo o logistico.

Più articolata la situazione di piazzale Giovanni Spadolini, inserito nel bando ma oggetto di approfondimenti: una parte delle superfici interessate non risulta infatti ancora formalmente acquisita al patrimonio di Roma Capitale.


Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scrivi un commento