Quarticciolo, circa 250 sfratti in arrivo: il Comune corre ai ripari con un tavolo Ater

Dopo i blitz e le proteste, Campidoglio e Municipio aprono una trattativa per mappare le famiglie a rischio. Ma i comitati: “Senza Prefettura è solo un palliativo”

Il conto alla rovescia per gli sfratti al Quarticciolo è iniziato. E al Campidoglio lo sanno bene. Dopo settimane di tensione e proteste, il Comune tenta di spegnere la miccia di una possibile emergenza sociale con una mossa precisa: istituire un tavolo tecnico con Ater per analizzare, uno per uno, i casi delle famiglie sotto decreto di rilascio.

L’obiettivo è chiaro: capire dove intervenire per sospendere gli sgomberi e dove trovare soluzioni alternative. Serve una fotografia completa di ogni situazione – spiegano dal Campidoglio – per non trasformare un quartiere fragile in una polveriera.

La bomba sociale dei 250 sfratti

I numeri, snocciolati da Ater durante la riunione del 31 ottobre, parlano chiaro: circa 250 decreti di rilascio pendenti solo al Quarticciolo, di cui 73 già trasmessi alla Prefettura. Un’enormità, se si pensa che gli ultimi quattro sfratti forzati – eseguiti tra il 9 e il 24 ottobre – hanno già infiammato il quartiere.

Dopo quei blitz, gli attivisti di Quarticciolo Ribelle hanno occupato la sede del V Municipio, denunciando lo scaricabarile tra enti e l’assenza di un piano condiviso.

Basta palleggiarsi le responsabilità – tuona Yuri Trombetti, presidente della Commissione Politiche Abitative –. Dobbiamo sederci tutti allo stesso tavolo: Comune, Municipio, servizi sociali, vigili e Ater. Solo così possiamo valutare chi ha diritto a una casa e chi va aiutato prima che finisca in strada”.

Trombetti coordinerà il nuovo tavolo operativo e anticipa che la prima riunione con Ater è prevista “già nei prossimi giorni”.

immagine di repertorio

Battaglia: “Sospendere gli sfratti per chi è fragile”

Sulla stessa linea l’assessore alle Periferie Giuseppe Battaglia, che commenta:

“La decisione è quella di attivare subito un tavolo con Ater per valutare i decreti di rilascio e individuare le situazioni più delicate. La legge regionale prevede la sospensione dell’esecuzione per i nuclei fragili, e noi la applicheremo. È una questione di umanità, oltre che di giustizia sociale”.

Battaglia insiste su un punto: Questo lavoro ha senso solo se tutti remano nella stessa direzione. Per questo informerò il Prefetto degli esiti del tavolo. Il Quarticciolo deve tornare a essere una comunità viva, non un quartiere di sfratti e paura”.

La voce del quartiere: “Senza Prefettura non cambia nulla”

Ma chi vive ogni giorno sul territorio resta scettico. Alla riunione del 31 ottobre la Prefettura non c’era. E per gli attivisti, questa assenza pesa come un macigno.

La Prefettura deve esserci, altrimenti è solo fumo negli occhi – afferma Alessia Pontoriero di Quarticciolo Ribelle –. Quello che si discute oggi era già stato promesso a marzo, quando fu creata la cabina di regia sul Dl Caivano. Da allora abbiamo visto solo nuovi sfratti, e adesso ce ne sono altri 250 in arrivo. Dentro ci sono famiglie con disabili, bambini, persone malate. Serve un piano vero, non parole”.

Il paradosso delle case vuote

A rendere il quadro ancora più assurdo è un dato fornito dalla stessa Ater: 162 alloggi vuoti nel quartiere, molti dei quali inagibili o in attesa di ristrutturazione. “È un paradosso – continua Pontoriero –. Ci sono famiglie buttate per strada e case chiuse a pochi metri di distanza. Da oltre un anno chiediamo che vengano sistemate e assegnate. È tempo che si passi dalle promesse ai fatti”.


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