Quarticciolo, due sgomberi all’alba. Poi la protesta: “le istituzioni ci hanno abbandonati”

L'intervento effettuato in via Ascoli Satriano

All’alba, in via Ascoli Satriano, il silenzio del Quarticciolo è stato rotto dal rumore delle sirene e dal fruscio delle divise. Due appartamenti, occupati da anni, sono stati sgomberati.

Poco dopo, in strada, sono arrivati loro — gli attivisti di Quarticciolo Ribelle — a gridare la loro rabbia, a filmare, a raccontare.

Una signora di 60 anni, disabile, è stata trascinata fuori di casa. Nell’altro appartamento viveva una madre con i suoi figli. Nessuna alternativa, nessuna soluzione”, denunciano.

Le immagini circolano sui social: una decina di scatoloni in mezzo alla strada, un gruppo di agenti schierati, la donna disabile accompagnata via tra le urla di chi la conosceva.

Foto: Quarticciolo Ribelle

“Fate schifo, non c’è umanità” gridano alcuni. Il disagio si fa rabbia, la rabbia si fa presidio.

Davanti alle case appena liberate, nasce una protesta spontanea. Cartelli, megafoni, accuse contro Ater, il Municipio V e il Campidoglio.

“Hanno fatto grandi conferenze stampa dicendo che il Quarticciolo sarebbe cambiato. Ma qui non è cambiato niente”, dice un attivista con la voce rotta dall’amarezza.

Intanto, a poche decine di metri, un’altra scena. I Carabinieri arrestano un uomo di 58 anni e una donna di 47, entrambi con precedenti, trovati in possesso di droga.

Una coincidenza che, però, non spegne la rabbia del quartiere: «Le persone qui vengono lasciate sole. Le istituzioni si ricordano di noi solo per gli sgomberi».

Nel pomeriggio gli attivisti promettono nuove mobilitazioni: chiedono un incontro urgente con la Prefettura di Roma. Vogliono risposte, non promesse.

E la voce si fa ancora più dura quando si parla del “modello Caivano”, il piano nazionale per il recupero delle periferie.

Le case cadono a pezzi, gli alloggi vuoti non vengono assegnati, i fondi spariscono. Ater si presenta solo per cacciare le persone. La trasformazione del quartiere serve alla propaganda, non alla gente”.

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