

Dopo la mobilitazione dello scorso primo marzo contro il decreto Caivano, gli attivisti tornano con una nuova giornata di proteste
Il Quarticciolo non si piega. Dopo mesi di silenzi, promesse mancate e attese infinite, gli attivisti della borgata tornano in piazza.
Appuntamento venerdì 27 settembre alle 17, con un “corteo popolare” che attraverserà le strade del quartiere, nell’ambito del festival “Alziamo la voce, alziamo la testa”, al parco Modesto di Veglia.
Sul palco nomi che non passano inosservati: Zerocalcare, Elodie, Valerio Mastandrea e Michele Riondino.
“All’inizio del 2025 sembrava che tutto dovesse cambiare” raccontano dal comitato Quarticciolo ribelle.
Con il decreto Caivano i riflettori erano puntati sulla borgata, promessa di trasformazioni radicali, di scuole nuove, giardini curati, impianti sportivi tirati a lucido.
Ma quelle immagini, denunciano, sono rimaste solo slogan: “Dopo i titoli urlati, è arrivato solo il silenzio. Assordante”.
Nel frattempo, i problemi restano. Duecento famiglie vivono sospese, in attesa di uno sfratto senza alternative. L’ex questura è ancora occupata, la piscina di via Manduria attende una riqualificazione (nonostante i 1,8 milioni già stanziati dal Comune) e la scuola Pirotta, tra calo di iscrizioni e piano di dimensionamento, rischia di svuotarsi.

“Ogni tavolo porta un nuovo interlocutore, ogni dichiarazione una promessa che non si traduce mai in fatti” accusano gli attivisti. E allora ecco la decisione: tornare in strada, trasformare la rabbia in un grido collettivo. “Abbiamo bisogno di capire come farci sentire, come alzare la voce”.
Mentre la politica prova a dire la sua – come nel caso del consigliere FdI Daniele Rinaldi, che nei giorni scorsi ha incontrato don Coluccia, il prete anti-spaccio già protagonista di scontri e polemiche – la borgata si prepara al suo appuntamento.
Il 27 settembre non sarà solo un corteo, ma una nuova prova di resistenza e dignità per chi abita il Quarticciolo. Una piazza che non vuole più attendere. Una comunità che, con musica, parole e volti noti, si prepara a gridare che esiste.
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