“Quarto sgombero forzato in 20 giorni nel Municipio IV”

Associazione 21 luglio: "Inaugurata una nuova modalità con minacce e distruzione preventiva delle abitazioni. a ruspa è l’unico strumento utilizzato dal Comune di Roma?"
Redazione - 6 Febbraio 2019
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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dell’Associazione 21 luglio 

Roma, 06/02/2019. Sono iniziate all’alba di questa mattina le operazioni di demolizione delle abitazioni presenti all’interno di un insediamento informale abitato fino a ieri da 19 persone di origine rom e cittadinanza rumena – tra cui 7 minori, e 3 donne in stato di gravidanza – che, con le loro 7 abitazioni occupavano uno spazio all’interno di un terreno lungo via Collatina Vecchia, a Roma. Tale sgombero per le modalità con cui è stato realizzato sembra inaugurare una nuova pratica caratterizzata, prima dell’arrivo delle ruspe, da minacce e dal danneggiamento delle abitazioni

Gli operatori comunali con l’ausilio di mezzi meccanici, nella mattinata di oggi hanno iniziato le operazioni di demolizione dei manufatti in evidente violazione degli obblighi internazionali e senza rispettare le garanzie procedurali in materia di sgomberi previste dal Comitato sui Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite. L’operazione, non è stata infatti preceduta da alcuna notifica scritta alle famiglie. Le famiglie, che nei giorni scorsi erano state più volte minacciate da rappresentanti delle Forze dell’Ordine che qualora il giorno dello sgombero fossero state trovate all’interno delle abitazioni si sarebbe proceduto alla divisione dei nuclei con eventuale allontanamento dei minori, nelle prima ore dell’alba di ieri si erano allontanate dall’insediamento. Nelle ore successive per evitare il loro rientro nelle rispettive abitazioni alcuni agenti delle forze dell’ordine intervenute in un sopralluogo, hanno provveduto alla distruzione delle finestre e delle porte. Questa mattina si sono completate con le azioni delle ruspe, le operazioni di distruzione delle abitazioni e nell’insediamento risultava presente una sola persona.

Le persone sgomberate, alcune parenti della piccola Cirasela, ferita alla schiena lo scorso 17 luglio, erano già state allontanate da un insediamento nel quale vivevano con la famiglia della bambina, lo scorso 3 ottobre e avevano trovato rifugio nel sottopasso di via Palmiro Togliatti, lungo la via Collatina Vecchia, in un’area utilizzata da anni come discarica abusiva.

Quello di oggi è il quarto sgombero forzato organizzato dall’inizio del 2019 nel Municipio IV di Roma, dopo lo sgombero in zona Ponte Mammolo (14 gennaio); tra via Fiorentini e via della Serenissima (18 gennaio); presso la stazione metro Quintiliani (30 gennaio). Nel solo 2018 le operazioni di sgombero forzato che avevano coinvolto le comunità rom e registrate a Roma erano state ben 40.

Con l’odierna, ennesima violazione dei diritti umani, il Comune di Roma sembra non considerare in alcun modo quanto espresso lo scorso 14 gennaio dal Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio d’Europa che aveva manifestato una forte preoccupazione per condizioni di vita delle comunità rom che, in Italia, vivono in una condizione di discriminazione. Il Comitato aveva evidenziato nel suo Report che «in alcuni Comuni italiani la predisposizione di progettualità volta all’implementazione di misure atte all’inclusione abitativa dei nuclei famigliari rom e a percorsi scolastici rivolti ai minori rom non abbiano nel complesso determinato un miglioramento rilevante dello status quo. La segregazione abitativa e la reiterata prassi degli sgomberi forzati delle comunità rom che vivono nelle baraccopoli continuano a marginalizzare e a discriminare una fascia di popolazione già di per sé vulnerabile. Permangono di fatti per loro le barriere strutturali all’accesso ai servizi sanitari, scolastici, abitativi e lavorativi».

Secondo Associazione 21 luglio è giunto il momento di arrestare l’odiosa pratica degli sgomberi forzati degli insediamenti informali con la quale l’Amministrazione Capitolina intende affrontare e risolvere un problema legato alla marginalità e alla povertà con un approccio meramente sicuritario.

«Le famiglie che oggi in via Collatina Vecchia hanno visto le loro abitazioni colpite dalla furia distruttiva delle ruspe comunali – afferma Carlo Stasolla – ieri erano state sgomberate da via Palmiro Togliatti e domani lo saranno nel nuovo insediamento che andranno a realizzare. Quale progettualità prevede l’Amministrazione Comunale per questi nuclei? Quali soluzioni oltre a sgomberi forzati che hanno un costo economico altissimo e che compromettono la tutela dei diritti fondamentali? La ruspa è l’unico strumento utilizzato dal Comune di Roma?».
A seguito dello sgombero di oggi, Associazione 21 luglio chiede una moratoria degli sgomberi forzati sul territorio romano per dare modo di affrontare con una modalità inclusiva la problematica legata ai 300 micro insediamenti informali che insistono nella Capitale.

Nella giornata di oggi, Associazione 21 luglio, in un incontro già previsto con una delegazione del Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), esporrà i propri timori e la propria indignazione rispetto alla gestione degli sgomberi forzati delle comunità rom sul territorio di Roma Capitale e alle modalità con cui gli stessi vengono effettuati.


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