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Raid neofascisti al liceo Righi: “Urla ‘Duce, Duce’. L’opposizione attacca il governo: “Meloni venga in Aula”

L’episodio, che secondo alcune ricostruzioni rappresenta il terzo in pochi giorni, è finito anche al centro del dibattito politico

Clima di tensione al liceo Righi di Roma, dove nelle ultime notti si sono registrati nuovi raid di matrice neofascista.

Persone a volto coperto e con i caschi, secondo quanto denunciato da studenti e docenti, si sarebbero radunate fuori dall’istituto, intonando cori come “Duce, Duce” e “Boia chi molla”, e lanciando insulti e minacce verso gli studenti riuniti in assemblea.

L’episodio, che secondo alcune ricostruzioni rappresenta il terzo in pochi giorni, è finito anche al centro del dibattito politico.

“Una squadriglia di neofascisti, è gravissimo”

Dalle immagini abbiamo visto persone a volto coperto che gridavano minacce come ‘ti ammazzo’ – ha denunciato in Aula il deputato del Pd Andrea Casu –. È estremamente grave che nel 2025, a Roma, ci siano ancora buchi neri del diritto. Il governo deve rispondere alle interrogazioni presentate alla Camera e al Senato per spiegare cosa sta facendo per contrastare quest’onda nera che sta crescendo. Chiediamo alla presidente del Consiglio di venire in Aula a riferire”.

Sulla stessa linea anche Marco Grimaldi di Alleanza Verdi Sinistra: “Non dite nulla sui raid fascisti a Roma, Genova, Pinerolo. Quei ragazzi di estrema destra vanno nelle scuole incappucciati perché si sentono coperti. Chi oggi si definisce fascista è un miracolato: il silenzio rischia di essere complice”.

“Caschi, bastoni e cori: non è un caso isolato”

Duro anche l’intervento del Movimento 5 Stelle: “Abbiamo visto caschi e bastoni – ha detto il deputato Alfonso Coluccie non è un caso isolato. Non abbiamo sentito una condanna dei cori neofascisti che si sono sentiti anche nella giovanile di Fratelli d’Italia a Parma. Chiediamo che Meloni venga in Aula a riferire su quanto sta accadendo”.

Al momento le forze dell’ordine stanno acquisendo le immagini delle telecamere della zona per individuare i responsabili.

Intanto, tra gli studenti del Righi cresce la preoccupazione: “Non è solo una bravata, è un messaggio intimidatoriodicono alcuni ragazzima noi non ci faremo spaventare”.

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